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ISTITUTI PENITENZIARI DI PARMA – Modifica unilaterale orari e turni di servizio

Egregio Direttore,
nel corso dell’ultimo incontro sindacale queste OO.SS. hanno avuto modo di chiedere conto alla
S.V. della modifica di diverse turnazioni di lavoro apportate unilateralmente nel corso degli ultimi
giorni. Ci aveva risposto che si era trattato di decisioni prese dal Comandante di Reparto in
situazioni di emergenza.
Purtroppo, stiamo constatando che le modifiche dell’orario di lavoro di cui sopra sembrerebbero
aver assunto carattere di continuità e riguarderebbero, più in generale, una vasta riorganizzazione
del lavoro che non può non essere discussa al tavolo sindacale, così come previsto dalle vigenti
norme contrattuali.
In particolare siamo allarmati per l’adozione di provvedimenti che potrebbero avere un notevole
impatto sulla sicurezza dell’istituto, primo tra i quali la soppressione del servizio di sentinella sul
muro di cinta dalle 08 alle 18 (esclusi gli orari in cui i detenuti fruiscono del passeggio). La nostra
contrarietà deriva, inoltre, dal fatto che, ancora una volta, si sia deciso di far pagare il prezzo di
una più o meno “inevitabile” modifica dell’organizzazione del lavoro al personale del servizio a
turno, i cui orari di lavoro sono stati modificati senza alcun preavviso, con tutte le inevitabili
conseguenze di carattere personale e familiare che ne sono derivate.
Tra le modifiche degli orari di lavoro, particolarmente inaccettabile ci è da subito parsa
l’istituzione del turno di lavoro 6/14.20 che prevede un impiego continuativo del personale di oltre
otto ore, in violazione di tutte le vigenti norme di legge e contrattuali, senza neppure il diritto alla
MOS. Viceversa le cd cariche fisse, compreso il personale addetto allo spaccio (insolitamente
sempre aperto in questi giorni di “emergenza”), al momento non sono state chiamate a nessun
altro sacrificio, ne in merito all’eventuale ulteriore impiego nei rientri a turno, nelle perquisizioni
ordinarie del mattino, nei cambi mensa o in tutto quanto altro le cariche fisse assicurano
quotidianamente in tutti gli altri Istituti d’Italia.
A nostro avviso, potevano e dovevano, pertanto, essere concordate altre soluzioni al problema
della carenza d’organico che si sarebbe aggravato, a dire di codesto direttore, a seguito delle
assenze per aspettativa elettorale, mai così numerose come in tale periodo. Sosteniamo da
sempre, ad esempio, la necessità di razionalizzare l’impiego del personale negli uffici e di liberare
le unità addette ai compiti non istituzionali.
Riteniamo non sia più rinviabile quindi l’adozione dei seguenti provvedimenti e la contestuale
sospensione di ogni altra decisione presa unilateralmente, senza la necessaria trattazione al tavolo
sindacale:
1. riduzione di una/due unità dell’ufficio posta e censura con l’assorbimento delle relative
funzioni da parte dell’Ufficio Matricola;
2. recupero ai compiti istituzionali di due delle tre unità addette all’ufficio segreteria e
conseguente istituzione di una segreteria unica per il personale di polizia penitenziaria e
quello del comparto ministeri ed eventuale accorpamento con l’ufficio paghe, ovunque
dismesso a seguito del passaggio delle relative competenze al MEF;
3. recupero ai compiti istituzionali delle due unità addette all’ufficio conti correnti e dell’unità
addetta all’ufficio educatori;
4. rotazione dell’unità in esubero presso l’Ufficio Infermeria a seguito dell’ingresso di altro
addetto vincitore d’interpello;
5. stipulazione di un accordo con le Poste Italiane per il ritiro e la consegna a domicilio della
corrispondenza da e per la popolazione detenuta, in modo da recuperare ai compiti
istituzionali l’unità impiegata quale autista posta;
6. recupero al servizio a turno del personale distaccato da altri istituti indebitamente impiegato
in Ufficio;
7. razionalizzazione delle attività trattamentali da concentrare negli orari di maggiore presenza
del personale di polizia penitenziaria, evitando iniziative, quali ad esempio quella
cinematografica del giorno 16 c.m. che si spera possa essere svolta in orario antimeridiano,
anziché dalle 16 alle 18, come al momento previsto;
8. snellimento delle procedure organizzative, anche attraverso la revisione degli ordini di
servizio e delle tabelle di consegna per razionalizzare le risorse umane e materiali;
9. esternalizzazione della sala convegno.

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About Author: Marco Gordiani

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