• legge-104-92

Legge 104: la circolare del DAP va contro la sentenza del Consiglio di Stato

Oggetto: Legge 104/92 – articolo 24 legge 183/2010 – sentenza n. 04047/2012 del
Consiglio di Stato IV Sezione del 19 giugno 2012
RICHIESTA DETERMINAZIONI
Egr. Ministro, Egr. Dirigenti
con nota 486/S.G. del 16 luglio 2012, ad oggi priva di riscontro e che per facilità di ricerca si
allega in copia, questa Segreteria Generale aveva sollevato la questione, nei termini che seguono, ai
Vertici dell’Amministrazione Penitenziaria.
L’intervento, ante citato, originava dall’innovazione legislativa ( legge 183/2010) che aveva
riguardato la disciplina dei benefici di cui alla legge di tutela della disabilità nel mondo del lavoro
(legge 104/1992) che ha sapientemente cassato i requisiti di “continuità” ed “esclusività”
dell’assistenza che costituivano, fino ad allora, conditio sine qua non per l’accesso ai benefici.
Ferma la specificità delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei
vigili del fuoco, il legislatore del 2010 aveva previsto l’emanazione di provvedimenti legislativi
successivi che dettassero la disciplina attuativa dei principi e degli indirizzi legati alla specificità
del comparto. Provvedimenti legislativi allo stato non emanati.
Forte del vuoto normativo così derivato, l’Amministrazione Penitenziaria ha continuato nel
tempo ad abbracciare la tesi dell’inapplicabilità al personale del Corpo della novella legislativa.
Avversate nelle sedi di giustizia amministrativa le decisioni assunte su tale scia, la IV
Sezione del Consiglio di Stato, con sentenza n. 04047/2012 del 19 giugno 2012, ha definitivamente
chiarito l’applicabilità erga omnes della disposizione: “ragioni testuali e sistematiche inducono a
considerare la novella dell’art. 24 applicabile a tutto il personale dipendente, senza eccezioni:
sino a quando, cioè, la legislazione attuativa richiamata dall’art. 19 non interverrà e non detterà
disposizioni speciali e derogatorie, la disciplina comune in materia di assistenza ai familiari
disabili potrà trovare applicazione anche per il personale delle Forze Armate, di Polizia ed ai
Vigili del Fuoco”.
All’indomani di tale sentenza, questa Organizzazione Sindacale sollecitava l’azione
conformatrice dell’Amministrazione Penitenziaria da cristallizzarsi in un documento chiarificatore.
A tutt’oggi continua a registrarsi una triste inerzia in tal senso, segno tangibile di una ormai
chiara distanza rispetto ai problemi/diritti del personale di Polizia Penitenziaria. Una distanza che
risuona ancor più frustrante se letta in parallelo all’azione del Dipartimento della Pubblica
Sicurezza incardinato nel Ministero dell’Interno.
Il Dipartimento in ultimo citato ha infatti chiaramente recepito in un documento Ufficiale
n. 333-A9806.G.3.2 (che si allega in copia) datato 19 febbraio 2013 le statuizioni del Consiglio di
Stato in materia, così dando certezza del diritto al personale amministrato.
Né può ritenersi soddisfatta la presente richiesta con l’emanata lettera circolare a firma del
Direttore Generale del Personale e della Formazione che sulla base della sentenza del Consiglio di
Stato, III Sezione, del 3 febbraio 2012 n. 1293/2012, afferma l’attualità e la sussistenza del vincolo
della dimostrazione che “nessun altro familiare sia in grado o possa assicurare tale assistenza”.
È evidente che, essendo temporalmente successiva la sentenza di cui si chiede il
recepimento (19 giugno 2012), che ha legittime pretese interpretative, appare ampiamente
inammissibile la posizione dell’Amministrazione che, pur a conoscenza degli sviluppi
giurisprudenziali, considera gli stessi “tamquam non esset” con ciò comprimendo ingiustamente i
diritti dei dipendenti amministrati, con evidente disparità di trattamento rispetto ai colleghi della
polizia di stato, cui ci accomuna un unico contratto.
A riprova di quanto affermato, si allega copia di provvedimento di rigetto, datato 20
dicembre 2012, avverso l’istanza di trasferimento avanzata da un poliziotto penitenziario, nel quale
è agevole leggere “per usufruire del diritto al trasferimento nella sede più vicina alla residenza del
familiare da assistere, il dipendente deve dare prova, con dati ed elementi oggettivi, della
necessità di dover prestare assistenza al familiare disabile e che nessun altro familiare sia in
grado o possa assicurare tale assistenza, fatte salve le irrinunciabili esigenze organizzative e
funzionali dell’Amministrazione. in tal senso si ritiene che la documentazione acclusa all’istanza
non dimostri chiaramente che l’istante sia concretamente l’unico familiare in grado di assistere il
congiunto disabile. Sotto il profilo probatorio va, pertanto, rilevato l’onere dell’interessato di
dotare la propria istanza di trasferimento di documentazione atta a comprovare la sussistenza
del requisito in questione”. Ma è pacifico che detto requisito devi ritenersi cassato ad opera dell’
articolo 24 della legge 183/2010 come chiarito dalla sentenza n. 04047/2012 del Consiglio di Stato
IV Sezione del 19 giugno 2012.
La materia è stata più volte oggetto di esame da parte della giustizia amministrativa e
numerosi sono stati i casi che hanno visto la soccombenza dell’Amministrazione Penitenziaria che
deve dunque prendere atto di un approccio alla materia completamente errato.
Dal punto di vista strettamente sindacale, perseguendo interessi collettivi, questa
Organizzazione non può esimersi dal puntare il dito contro un’Amministrazione che istiga i propri
dipendenti a far valere sacrosanti diritti nelle aule di giustizia, e che sbaglia sapendo di sbagliare.
Un atteggiamento che va arginato ad opera di Codesto Ministro che meglio di ogni altro
dovrebbe conoscere la prismatica utilità di evitare di affollare aule di giustizia per procedimenti
dall’esito scontato.
Per quanto sopra si sollecita il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria
all’adozione del richiesto provvedimento che vada a cristallizzare l’applicabilità dell’articolo 24
della legge 123/2010.
In attesa di riscontro urgente.
Distinti saluti

Ministro e Dap_mancato allineamento legge 104

Share This Post

About Author: Marco Gordiani