LETTERA AL CAPO D.A.P. – ALLIEVI VICE ISPETTORI – Ricognizione sedi gradimento allo stato frequentanti il Corso

foto articolo Sinappe 2

Esimio Presidente La questione della prossima assegnazione dei nuovi vice ispettori di cui al concorso bandito nell’anno 2008 è nota e con essa tutti i profili legati alla difficoltà dell’Amministrazione di conciliare le diverse previsioni normative succedutesi nel tempo. Difficoltà ed imbarazzi tutti discendenti dalla biblica durata della procedura concorsuale, che ha portato all’avvio del corso solo a distanza di dieci anni dal bando (settembre 2018). Un arco temporale importante in cui molte cose sono accadute non solo nella vita privata degli interessati, ma anche nella stessa Amministrazione: la rimodulazione degli organici, la riscrittura della geografia penitenziaria, la definizione degli organici extra moenia ed, in ultimo ma non per ultimo, i procedimenti di stabilizzazione del personale impiegato in sedi diverse dagli istituti penitenziari.
Se già vi sono seri problemi su come affrontare al questione alla luce della doverosa tutela che va accordata ai frequentanti il corso, in uno con il rispetto di una gestione razionale delle risorse umane, la confusione continua a regnare sovrana in questo procedimento, arricchita da atti – la cui natura amministrativa si fa fatica a riconoscere – come quello odierno (GDAP0007452 del 10 gennaio 2019) emanato dalla DGPR con cui si effettua un monitoraggio fra gli allievi vice ispettori dei “desiderata”, senza per altro fornire almeno una mappatura entro cui muoversi. Non è dunque peregrina l’ipotesi di ritrovarsi “desiderata” di assegnazione negli uffici dipartimentali, provvediotoriali o in quelli dell’esecuzione penale. Ebbene, qual è il senso di questo nuovo atto? in quale direzione intende muoversi l’Amministrazione? Qual è il seguito che si darà alle dichiarazioni fatte da codesto Vertice direttamente ai corsisti o a chiunque Le abbia sottoposto la questione nel corso delle Sue visite sul territorio? Di sicuro questo sondaggio non può assumere i connotati di un atto prodromico alle procedure di assegnazione e – in assenza di indicazioni contrarie – dovrebbero ancora risultare valide le indicazioni date sul punto con corrispondenza del luglio 2018. In tutto questo, senza che si sia provveduto a metter mano ai PCD degli organici regionali e con un DM (2 ottobre 2017) che vieta le assegnazioni in sovrannumero, ma con un bando concorsuale che prevede il rientro in sede (che ha generato il legittimo affidamento degli aspiranti ispettori), dopo aver introdotto il concetto della “territorialità”, oggi arriva un altro documento di difficile interpretazione. Senza sottovalutare poi l’aspetto che l’immobilismo attuato per anni da codesta amministrazione nella mobilità dei sovrintendenti penalizzerebbe gli aspiranti ispettori provenienti dal predetto ruolo anche in caso di assegnazione sic et simpliciter nella sede di provenienza. È arrivato il momento che l’Amministrazione faccia chiarezza rispetto alla questione; ci faccia capire in quale direzione intende muoversi, anche al fine di riconoscere a quel personale quella doverosa serenità nell’approccio agli esami di fine corso. Si resta, dunque, in attesa di ricevere con solerzia i chiarimenti richiesti.