LETTERA AL CAPO D.A.P. – Servizi televisivi lesivi dell’immagine della Polizia Penitenziaria – trasmissione “Le Iene” in onda sul canale Mediaset “Italia 1”.

Spettabile Presidente, è un vero e proprio accanimento mediatico quello che si sta consumando ad opera della trasmissione citata in oggetto nei confronti della Polizia Penitenziaria e più in generale dell’Istituzione Carcere e di tutti coloro che vi operano. Al di là della discutibilità (anche morale e deontologica) del modo di fare giornalismo a cui stiamo assistendo, quello che maggiormente indigna è il silenzio di una Amministrazione che dovrebbe sentirsi lesa, tanto quanto la Polizia Penitenziaria. Un silenzio inconcepibile che prende il posto di ciò che sarebbe dovuto essere, vale a dire una ferma condanna verso un’attività che non solo pone ombre di legalità sull’Istituzione, sul concetto di “giustizia”, sul senso della Carta Costituzionale, ma che mina seriamente l’ordine e la sicurezza interna. È infatti noto come, a fronte del servizio messo in onda nella serata di ieri, nella Casa Circondariale di Piacenza si sono registrati disordini e forme di protesta ad opera dei reclusi. Qual è, dunque, la risposta dell’Amministrazione? Un’Amministrazione che, nel proprio silenzio, si sta rendendo complice di questo massacro ai danni della Polizia Penitenziaria. La cosa non dovrebbe stupire, vista la dimostrata natura “matrigna” di un sistema che ha abbandonato i propri figli: nessun investimento sulla sicurezza, il taglio delle dotazioni organiche, la fatiscenza delle strutture, l’assenza di risorse economiche e strumentali. A conferma di ciò valga su tutto il mancato approvvigionamento dei capi di vestiario per il personale, gli automezzi di incerta affidabilità con cui vengono effettuate le traduzioni, i biblici ritardi nei pagamenti delle spettanze per missioni e straordinari. Questa è l’Amministrazione della Giustizia, quella in cui siamo chiamati a rendere il nostro delicato servizio, per poi vederci mediaticamente massacrati sulla base di artate e fantasiose ricostruzioni della realtà, mentre i Vertici assistono muti a che ciò accada. E mentre il Corpo e l’Istituzione viene diffamata e vilipesa, nessun monito giunge dai Palazzi centrali. Questo è davvero inaccettabile.

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