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MANIFESTAZIONE DI PROTESTA UNITARIA REGIONE CAMPANIA – Proclamazione stato di agitazione.

Preg.me Autorità,
le scriventi OO.SS., con la presente, dichiarano lo stato di agitazione, riservandosi ulteriori azioni di lotta sindacale in ambito regionale per protestare contro lo stato di abbandono in cui versano i Poliziotti Penitenziari della Regione Campania. Sempre più spesso nelle carceri campane contiamo gravissimi eventi critici che vedono spesso soccombere i poliziotti penitenziari, sempre più isolati e privi di adeguati strumenti di difesa. Non solo da aggressioni e colluttazioni deve difendersi la Polizia Penitenziaria, ma anche dagli strali lanciati dagli organi di informazione che spesso indirizzano l’opinione pubblica verso un’ “ostilità” nei confronti dei poliziotti dipinti genericamente e spesso superficialmente come “carnefici” prima ancora che vengano accertate eventuali responsabilità, nonostante gli atti di autolesionismo ed i tentati suicidi sventati grazie al tempestivo e valoroso intervento delle donne e degli uomini in divisa, senza i quali questi drammatici eventi raggiungerebbero cifre non degne di uno Stato civile. Tutto ciò accade nella totale indifferenza dell’Amministrazione Penitenziaria dalla quale ci si aspetterebbe una presa di posizione forte e determinata nei confronti dei massmedia a sostegno dei baschi azzurri.
Riteniamo che sia giunto il momento di indignarsi con forza per quanto sta accadendo quotidianamente negli Istituti penitenziari, per mostrare alla politica assente, sorda ai nostri costanti richiami ed appelli, e ad una Amministrazione Penitenziaria silente ed incapace di gestire e risolvere le continue criticità, le pessime condizioni lavorative ed organizzative degli Istituti penitenziari, dotati di organici sottodimensionati rispetto alle reali necessità, gravati da carichi di lavoro che il personale di Polizia Penitenziaria è costretto, da tempo, a sopportare in ragione delle nuove ed attuali necessità, e che il Personale affronta quotidianamente con abnegazione, al servizio dello Stato.
Le attività trattamentali ed i compiti ad esse connessi aumentano con un ritmo impressionante, inversamente proporzionale alle risorse umane disponibili che si assottigliano sempre di più. In un contesto sempre più infarcito di doveri non si riescono a garantire i più elementari diritti dei lavoratori, quali il diritto alla sicurezza dei posti di lavoro (basti guardare le statistiche sugli infortuni sul lavoro che aumentano vertiginosamente) e il diritto al recupero psicofisico, sempre più compromesso da carichi di lavoro ai limiti del collasso (agenti costretti a ricoprire quasi sistematicamente più posti di servizio contemporaneamente).
L’apertura di nuovi padiglioni detentivi nei vari istituti della Regione non ha trovato corrispondenza con un adeguato aumento delle dotazioni organiche che, viceversa, si riducono sempre di più in virtù di un inconsistente turn-over. Ciò, inevitabilmente, si è riverberato in un eccessivo aumento dei carichi di lavoro divenuti ormai insostenibili dai Poliziotti Penitenziari Campani, vittime di un sistema che ormai fa leva solo sul loro ineguagliabile spirito di sacrificio ed abnegazione ai compiti istituzionali. In questo clima, già esasperante, il confronto con le istituzioni latita, le relazioni sindacali sono sempre più rarefatte e le stesse Direzioni non sono in grado di garantire l’applicazione corretta dei protocolli di intesa locali vista la carenza sempre più massiccia di uomini e mezzi. Nei più grandi istituti penitenziari della Campania non si riescono ad assicurare gli adeguati giorni di ferie necessari per il recupero psicofisico del personale, ormai stremato dagli eccessivi carichi di lavoro. I piani ferie estivi ancora non decollano per la notevole difficoltà da parte delle Direzione di garantire i livelli minimi di sicurezza e ciò contribuisce ad alimentare incertezza, disorientamento e svilimento da parte dei Poliziotti Penitenziari che a tutt’oggi ancora non possono pianificare le meritate e legittime ferie estive. In tale contesto si accumulano giorni di congedo non fruiti nei tempi previsti e ore di lavoro straordinario non retribuito per mancanza di adeguata copertura finanziaria. La nuova ripartizione delle dotazioni organiche a livello nazionale, ha fortemente penalizzato in particolar modo la regione Campania, unica realtà del panorama nazionale in cui operano esclusivamente Nuclei Operativi Provinciali ed Interprovinciali, decretati come Reparti e quindi non dipendenti dagli Istituti Penitenziari, che assorbono centinaia di unità di Polizia Penitenziaria impegnate quotidianamente, nei delicati servizi di traduzione e piantonamento di detenuti per lo più appartenenti al circuito Alta Sicurezza. Ebbene, paradossalmente, queste corpose aliquote di personale non sono state scorporate, ma ricondotte in seno alle dotazioni organiche degli istituti penitenziari che, di fatto non possono servirsene, andando ad incidere ulteriormente sulla già grave carenza di personale.
Inoltre, il regime detentivo aperto, ancora distante dal poter essere definito “sorveglianza dinamica”, sta mostrando ogni giorno di più le sue lacune visto il notevole aumento di eventi critici ed aggressioni ai danni del personale, dall’inizio dell’anno. Non è, infatti, ipotizzabile dare attuazione ad un programma di ammodernamento del sistema penitenziario e dell’esecuzione penale secondo i nuovi canoni senza un investimento in termini di potenziamento numerico delle piante organiche presenti in Regione ed un adeguamento tecnologico e strutturale degli istituti penitenziari. Persistendo questo degradante e mortificante quadro del sistema penitenziario campano, il Personale di Polizia Penitenziaria è costretto quotidianamente a svolgere turni di servizio non inferiori alle otto ore giornaliere, disposti unilateralmente senza confronto con le OO.SS., con notevole dispendio di lavoro straordinario (di incerta remunerazione a causa dell’ulteriore e preannunciato taglio sui fondi anche di questo capitolo di spesa) e di energie psicofisiche. Tutto ciò è paradossale, poiché secondo i calcoli dell’Amministrazione Centrale le dotazioni organiche stabilite dal recente decreto ministeriale del 02 ottobre 2017, dovrebbero essere sufficienti a garantire il corretto funzionamento delle organizzazioni del lavoro degli istituti senza dover ricorrere allo straordinario programmato!
Oramai in quasi tutte le realtà detentive della regione il Personale opera già ai livelli minimi di sicurezza durante le ore antimeridiane, e si riduce ai minimi termini nei turni pomeridiani e notturni, con un’inferiorità numerica rispetto alla popolazione detentiva che espone il Personale di sezione al concreto pericolo di restare vittima di quegli stessi eventi critici che deve impedire e fronteggiare. Viste le condizioni attuali, è legittimo preoccuparsi per la sicurezza interna ed esterna al carcere, ed è doveroso investire di tale difficile situazione anche le Autorità competenti a garantire l’ordine e la sicurezza sul territorio.
Le OO.SS. non solo sono perplesse ed amareggiate dalle risposte ricevute, e da come si sta affrontando la preoccupante situazione da tempo denunciata, ma sono seriamente preoccupate perché, a breve, ci si troverà nell’impossibilità di gestire adeguatamente le carceri, con grave nocumento per la sicurezza della collettività. La cronaca quotidiana ci racconta di aggressioni, rivolte, oltraggi che si susseguono ormai con una frequenza allarmante. Le risorse umane scarseggiano, le integrazioni di personale sono di gran lunga inferiori ai pensionamenti. Gli organici sempre più ridotti costringono i nostri colleghi a ricoprire con una preoccupante sistematicità più posti di servizio con carichi di lavoro non più tollerabili.
Per questi motivi le OO.SS. firmatarie del presente documento non parteciperanno ai festeggiamenti per la Festa del Corpo che si terranno negli Istituti della Regione  Campania, anzi è stata costituita una larga intesa per porre in essere ulteriori azioni di lotta sindacale, necessarie per consentire alla Polizia Penitenziaria di svolgere i compiti affidati dall’ordinamento giuridico con efficienza ed efficacia e nel rispetto dei diritti di ognuno. Nello specifico, le OO.SS. scriventi, unitariamente, scenderanno in piazza il giorno 12 giugno 2018 dinanzi alla sede del Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, per esternare tutto il proprio legittimo dissenso e forzare l’immobilismo che ristagna ormai da troppo tempo nella regione Campania, impantanato in una palude di indifferenza i cui maleodoranti miasmi stanno esondando oltre limiti non più tollerabili.
Nell’occasione, sarà indetta una conferenza stampa finalizzata ad informare i cittadini sullo stato in cui versa la Polizia Penitenziaria, garante dell’ordine e della sicurezza degli Istituti Penitenziari e di riflesso della serenità dei Cittadini. Questa rappresenterà inoltre l’occasione per chiedere all’ Opinione Pubblica, a tutti i Cittadini, di aiutarci e di sostenere questa nostra protesta, in quanto una Società è degna di essere denominata “civile” solo se anche le Sue Carceri sono in grado di garantire dignità di vita a chi è recluso, e condizioni di lavoro accettabili alla Polizia Penitenziaria, che in tali luoghi svolge la sua difficile ed importante attività.

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About Author: Marco Gordiani

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