• 2017-12-19-photo-00000002
  • 2017-12-19-photo-00000003
  • 2017-12-19-photo-00000007
  • 2017-12-19-photo-00000008
  • 2017-12-19-photo-00000015

Matteo SALVINI incontra il personale di Polizia Penitenziaria della Casa Circondariale di Brescia ” Nerio Fischione” – Lettera del Si.N.A.P.Pe

Matteo,

ci scusiano fin da subito per questo uso del “tu” di saluto, ma è una questione di carattere politico-ideologico e anche di eleganza formale.

L’uso della lingua tradisce, come insegnano gli addetti ai lavori, i moti inconsapevoli dell’animo, e in questo caso, la possibile incertezza fra il “tu” operaio e il “lei” borghese può essere la spia involontaria di un disagio. Quel disagioche, noi uomini e donne della Polizia Penitenziaria, stiamo vivendo quotidianamente  ormai da tempo, forse fin troppo.

A nome del Si.N.A.P.Pe (Sindacato Nazionale Autonomo Polizia Penitenziaria) rappresentativo sul piano nazionale in capo al dott. Roberto SANTINI (Segretario Generale), dò il benvenuto e un vivo voto di apprezzamento per la vicinanza e la solidarietà che ci volgi sempre, senza retoriche e mistificazioni, come qualcumo vorrebbe far credere.

La misura è colma e la tensione resta alta, troppe sono le problematiche che ci afferiscono in questo quadro storico nazionale dove le politiche gestionali e governative hanno scellerato ogni nostra aspettativa: di carriera, di benessere e di riacquisto della dignità professionale ed umana.

Il 19 settembre scorso, il Si.N.A.P.Pe è sceso in piazza e ha rivendicato, dinanzi Montecitorio, il grido di allarme di padri, madri e figli che si ritrovano vittimizzate nelle trincee penitenziarie a dover fronteggiare aggressioni, risse, offese, minacce etc…

La maggior parte utenza detentiva vede una crescita esponenziale degli stranieri, soprattutto provenienti da teatri di guerra e con disturbi psichiatrici nonchè energumeni e non avvezzi ad alcuna regola. Non di minore importanza, anzi… sono tutti i detenuti affetti da disturbi psichiatrici che, a seguito della legge Basaglia, ove il carcere è diventato un contenitore di salute mentale, dove senza se e senza ma… diventano una vera preoccupazione per la Polizia Penitenziaria che si vede costretta a gestire anche questa tipologia di detenuti, senza formazione, mezzi e strumenti e nessuna tutela.

Entrando nel vivo di questa giotrnata, ove finalmente percepiamo l’interesse antropico più che politico, siamo certi e fiduciosi in una Tua sensibilizzazione a quanto ti rappresentiamo, oltre a quello già sopra esposto, per lo stato in cui versa il nostro Corpo che ha bisogno di urgenti ed improcrastinabili inetrventi:

  • più sicurezza per garantire l’incolumità fisica dei poliziotti penitenziari;
  • supporto psicologico periferico e costante, per mezzo delle ATS territoriali: non possiamo più rimanere spettatori di continui suicidi, c’è un aumento dello stress correlato da lavoro che naviga nel silenzio isituzionale;
  • organici: il Decreto del Ministro della Giustizia, per effetto del D.Lgs 95 del 29/05/2017, ha previsto un taglio lineare delle piante organiche a livello nazionale (da 41335 nel 2013 a 37181 nel 2017);
  • mezzi usati per le traduzioni in stato absoleto;
  • adeguate risorse per il rinnovo contrattuale scaduto da 10 anni;
  • rimodulazione del provvedimento di riordino delle carriere;
  • vigilanza dinamica: un cavallo di battaglia per la nostra Amministrazione, ma correlata a mancanze che come sempre ricadono sul carico di lavoro dei poliziotti, assenza di videosorveglianza, criteri confusi nell’applicazione, aumento di reati contro la persona (all’inetrno delle sezioni) e senza alcuna risposta efficacia a quello che il dettato Costituzionale sancisce in termini di risocializzazione del tessuto sociale (se tiniamo conto degli ingressi per recidive).

Certo, detto così crudo, sembra un bollettino apocalittico, ma noi non interessa ampliare nulla, le quotidianetà ormai restano sempre più alti nei titoli delle testate giornalistiche, a vario livello.

Ogni giorno una notizia, ogni giorno una vittima, ogni giorno non sappiamo quali siano gli albori e i tramonti nelle patrie galere, e chi paga il conto?

Caro Matteo, non arretreremo in alcun modo nelle prossime mobilitazioni che ci vedrà attori principali finchè il Governo non darà chiari e precisi segnali di ripresa a favore di tutti gli operatori che spletano il proprio mandato con umanità e senso del dovere deontologico.

Non siamo aguzzini e non siamo secondini, siamo solo degli “operai” nella vigna della colletività!

W la Polizia Penitenziaria!   W il Si.N.A.P.Pe!

Share This Post

About Author: Marco Gordiani

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *