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Missione Sottufficiali verso Pavia: il Si.N.A.P.Pe alza la voce

Oggetto: TG5 punto Notte – trasmissione del 26.06.2013
Egregio Direttore
La materia inerente l’esecuzione della pena nel nostro Paese ed in generale la patologica
condizione penitenziaria costituisce argomento di estrema attualità e di ampia discussione vista la
sensibilità sociale che si connette al concetto di detenzione.
Trattasi, infatti, di una materia che necessita di modifiche strutturali profonde che valgano ad
assicurare la tenuta del sistema carcere. E proprio in tale direzione sta lavorando l’attuale Ministro della
Giustizia cui si deve la paternità del varato decreto legge “disposizioni urgenti in materia di esecuzione
della pena”.
Un decreto legge, quello in argomento, ampiamente discusso ma anche temuto dagli addetti ai
lavori per gli effetti che produrrà in termini di deflazione delle carceri italiane.
In ragione della pregnanza dell’argomento, il dossier del TG5 Punto Notte ha dedicato oltre
metà della puntata del 26 giugno alla discussione sugli effetti che il “decreto sicurezza” produrrà dentro e
fuori dai penitenziari, alla presenza di illustri ospiti del salotto televisivo.
Accanto a rappresentanti parlamentari, si è potuta apprezzare la presenza di ben due Segretari
Generali delle Organizzazioni Sindacali della Polizia di Stato (SIUL e UGL Polizia di Stato) che nei propri
interventi hanno arditamente sollevato il coperchio del vaso di Pandora in relazione alle condizioni di
lavoro del Corpo di Polizia Penitenziaria.
Un interessamento che – non può sottacersi – ha comunque dato voce al Corpo di Polizia
Penitenziaria, seppur per interposta persona, ma che induce lo spettatore a riflettere sull’assenza (dovuta
unicamente ad un mancato coinvolgimento) della rappresentanza degli operatori penitenziari, cui si deve
riconoscere senza dubbio alcuno maggiore competenza nella trattazione della materia in discussione.
Di certo non può sfuggire ad una redazione così attenta ed informata che, al pari della Polizia di
Stato, l’attivismo sindacale è fervente in tutto il comparto sicurezza, compreso quello penitenziario ove si
contano ben 8 sigle con capacità contrattuale (e fra queste il Si.N.A.P.Pe che, da circa un ventennio sul
panorama sindacale penitenziario, rappresenta circa il 15% del personale sindacalizzato).
Pur grati per aver mostrato ogni ampio interessamento alla questione penitenziaria, il contributo
delle organizzazioni sindacali della Polizia Penitenziaria avrebbe di certo reso maggiore completezza
all’informazione. La questione, ci si consenta, ha infatti assunto le linee di una trattazione pressoché
unilaterale, virando spesso sulle ricadute che il decreto oggetto di discussione potrà avere nelle strade
cittadine, mentre minima è stata l’analisi della questione in relazione agli effetti che lo stesso si auspica
possa produrre all’interno delle carceri.
Doverosi seppur non scontati, i passaggi sulla carenza organica del Corpo, sul suo destino
all’invecchiamento, sul “concorso epico” dei 271 vice ispettori bandito 10 anni fa, non hanno reso
compiutamente l’idea di ciò che il Poliziotto Penitenziario quotidianamente affronta lottando al fianco
dello Stato, per lo Stato ma a volte per difendersi da esso. Il blocco dei contratti, il blocco del turnover
(che tanto ha scandalizzato il conduttore), il rischio di una specificità non salvaguardata in termini di
armonizzazione pensionistica, sono argomenti che riguardano l’intero comparto ma che poco descrivono
le condizioni di lavoro all’interno degli Istituti, che meriterebbero invece una ribalta ben diversa.
Per quanto fin qui argomentato, certi che nelle prossime occasioni sarà data la giusta voce ai
poliziotti penitenziari, restiamo a disposizione per ogni forma di futura collaborazione
Distinti saluti

Richiesta di sospensione del Provvedimento di Missione a Pavia da Bergamo e San Vittore

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About Author: Marco Gordiani