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N.T.P. DI LECCE – Traduzione del 13 giugno – richiesta chiarimenti

Egr. Provveditore Si è svolta nella giornata di ieri una traduzione di più detenuti con prima partenza dalla Casa Circondariale di Lecce, e ulteriore carico presso la Casa Circondariale di Brindisi. Quattro in totale i detenuti tradotti. Uno dei traducenti portava recava nella propria cartella clinica la segnalazione di una sospetta patologia infettiva e nonostante ciò se n’è disposto lo spostamento, sullo stesso mezzo e senza precauzione alcuna, con altri tre detenuti e diverse unità di polizia penitenziaria. Va in primis fornita risposta sul motivo di una tale scelta che mette a rischio la salute pubblica. A chi saranno attribuite le responsabilità nel caso in cui si dovesse appurare che quella sospetta malattia infettiva è realmente esistente e nel caso in cui si registrino dei contagi? Come si può accettare che si giochi con la salute del personale?
A ciò si aggiunga che unitamente al mezzo è partita una autovettura, il cui impiego viene disposto per la traduzione di detenuti AS. L’assurdità è che nel caso di specie la vettura di supporto è stata invece adibita a “porta pacchi” e ne è stato disposto il rientro in sede dopo il primo scarico (Ariano Irpino) nonostante a bordo vi fosse ancora il traducendo appartenente al circuito di alta sicurezza. Quali sono i motivi per cui si è assunta siffatta determinazione? E quale è il senso dell’auto di supporto? Davvero si può considerare di ridurre siffatto servizio a mero trasporto dei beni personali dei detenuti e non come scorta di supporto alla traduzione di soggetti pericolosi? Se si vuole snaturare il senso dell’auto civetta, risponde a criteri di buona amministrazione (anche sotto il profilo dell’economicità) una siffatta determinazione? Si attendono puntuali e dettagliati chiarimenti in merito a quanto segnalato, con riserva di interessamento delle autorità politiche e giudiziarie circa la gestione del NTP di Lecce.

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About Author: Marco Gordiani

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