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NOTA CONGIUNTA – Apertura della sezione per l’osservazione psichiatrica presso la C.C. di Lecce

Ill.me Autorità,
Il Provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria, Dott. Cantone, all’esito
di un incontro avuto con le scriventi OO.SS., ha confermato l’imminente apertura della
sezione per l’osservazione psichiatrica presso la Casa Circondariale di Lecce.
Per quanto riguarda il reparto in oggetto meglio evidenziato, tra l’altro il più grande
d’Italia, non è accettabile che ciò avvenga, ancora una volta, scaricando sulle spalle dei
lavoratori della Polizia Penitenziaria di Lecce il peso di un’operazione costosa ed
impegnativa in termini di impiego di risorse umane.
La Direzione della CC di Lecce non può sopportare l’impatto che la gestione del
nuovo reparto avrebbe sull’organizzazione del lavoro, già abbastanza gravata da una
ormai cronica carenza organica.
Detto reparto, costruito sulle macerie di un edificio che ha ospitato detenuti in
semilibertà e per questo situato fuori dalle mura di cinta del penitenziario, potrebbe essere
destinato ad accogliere soggetti affetti da patologie psichiatriche tra cui ergastolani e
mafiosi. Il reparto realizzato per ospitare 20 detenuti, da sottoporre ad osservazione
psichiatrica, rappresenta un potenziale concentrato di soggetti che potrebbero
considerarlo come il luogo ideale per dimostrare la propria incompatibilità con la struttura
carceraria. E’ evidente quindi che la stessa non può essere amministrata con la solita
decantata razionalizzazione delle risorse umane.
La forza effettiva è passata da 766 unità alle attuali 600, e, di riflesso il locale
NITP- nucleo interprovinciale traduzioni e piantonamenti- dalle 105 alle attuali 70 unità.
A questo bisogna aggiungere l’elevata media dell’età anagrafica dei poliziotti ormai con più
di 50 anni e ben 80 prossimamente in quiescenza.
Negli ultimi dieci anni si è finito solo per ridurre, nell’ottica dei tagli dei costi, i
livelli minimi di sicurezza sia all’interno che all’esterno dell’Istituto, con la politica della
soppressione dei posti di servizio e del cosiddetto accorpamento. In tal modo però un solo
Agente di P.P. deve sorvegliare simultaneamente due sezioni e non abbiamo, purtroppo, il
dono dell’ubiquità.
In questo calderone si è ricompresa l’abolizione del servizio di sentinella nei turni
serali, ovvero la eliminazione delle postazioni fisse (garitte) sul muro di cinta, senza avere
in dotazione un allarme antiscavalcamento o una telecamera che potesse almeno far
pensare che gli uomini sarebbero stato avvicendato e sostituiti dalla tecnologia.
Invece, le garitte restano vuote e la tecnologia è comunque lontana anni luce dalla
CC di Lecce, da dove le scorte escono in affanno ed il personale addetto alla sorveglianza dei reparti detentivi, in particolar modo nelle ore serali e notturne, deve saltare da un piano all’altro .
La richiesta di lavoro straordinario del solo nucleo traduzioni(65 unità effettivamente in servizio) nel periodo che va dal 01.06.2016 al 30.09.2016 è aumentata del 50%. Rispetto allo stesso periodo del 2015.
Come se non bastasse il Provveditore regionale trasferisce definitivamente a Lecce detenuti in attesa di primo giudizio provenienti da ogni parte della regione, senza contare che costoro, a causa del proprio status giuridico, devono essere poi quotidianamente ritradotti presso le rispettive aule di giustizia, cioè in quelle di Brindisi-Taranto – Bari e addirittura Foggia .
Giornalmente numerose scorte composte da decine di agenti partono alla volta di questi capoluoghi mettendo a rischio la propria vita e sottraendo quelle risorse umane destinate alle traduzioni dirette al tribunale di Lecce, dove, puntualmente, per garantire il regolare svolgimento delle udienze, si è costretti ad integrare il contingente in questione, con quello del servizio interno all’Istituto penitenziario esasperando una situazione già di per se critica.
Il Reparto della Polizia Penitenziaria di Lecce non può quindi contare su una aliquota di personale sufficiente a superare in sicurezza le emergenze che quasi giornalmente si verificano (invio quasi giornaliero, di detenuti in estrema urgenza presso il P.S. Osp.Civ.Lecce), non ha in organico autisti sufficienti a coprire tutti i turni, nè personale di polizia, soprattutto nei turni pomeridiani serali e notturni, in cui si è costretti a sguarnire posti di servizio importanti per la sicurezza interna o peggio ancora, tradurre detenuti presso l’Ospedale con scorte inadeguate, mettendo a rischio l’intera collettività.
Una sorta di gioco al massacro che inevitabilmente, a breve, farà collassare il sistema, che imploderà con ripercussioni sulla sicurezza pubblica.
Ma c’è di più, i detenuti ristretti sono 980 e quindi ben 320 in più rispetto la capienza regolamentare, di conseguenza diverse celle sono tornate ad essere occupate da tre detenuti, esponendo nuovamente l’amministrazione alla possibilità di ricorsi scaturiti dalla famosa sentenza Torreggiani.
Le scriventi OO.SS. evidenziano a tutte le autorità in indirizzo che, appena un anno fa la popolazione di Lecce ha vissuto presso l’ospedale civile, la tragica e violenta evasione del detenuto Fabio PERRONE, in cui rimase ferito gravemente un nostro Agente “oggi riformato” e che il bilancio poteva essere molto più grave, ma ancora una volta con enormi sacrifici l’evaso è stato assicurato alla giustizia. Orbene nonostante ciò, nulla è cambiato, o meglio da quel giorno abbiamo solo perso altro personale andato in quiescenza e non c’è stato invece da parte dell’Amministrazione Centrale alcun incremento ne intervento.
Per quanto sopra le scriventi OO.SS. chiedono di bloccare l’apertura del polo di osservazione psichiatrica, se non verrà incrementato l’attuale personale di polizia di circa 50 unità.

documento congiunto OO SS Polizia Penitenziaria

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About Author: Marco Gordiani

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