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NOTA UNITARIA – ISTITUTO DI BIELLA – Gestione casa di reclusione con annessa casa lavoro

Illustre Provveditore, queste OO.SS., sentite le forti lamentele da parte di tutto il Personale di Polizia che opera all’interno della Casa Circondariale di Biella, vogliono sensibilizzare quanto sta accadendo presso la suddetta struttura. Con nota Ministeriale PU-0076177 del 03 marzo c.a. veniva istituito presso l’Istituto di Biella, con D.M. 23 febbraio 2017, una Sezione di Casa Reclusione con annessa Casa Lavoro.
Ad oggi ci troviamo ad affrontare problematiche di gestione in quanto la Direzione non ha ancora provveduto a disporre, con Ordini di Servizio, cosa e come bisogna gestire tali reparti poiché dette tipologie hanno una gestione ben diversa dei detenuti di regime circondariale. La tipologia internato invece sta scontando una misura di sicurezza ben diversa da chi sta scontando una pena, ma anch’essi si trovano ristretti presso un reparto detentivo e sono a contatto con
la restante popolazione detenuta.
Signor Provveditore, ci permettiamo di descrivergli in poche e semplici righe
come oggi è strutturata codesto Istituto: la struttura denominata Vecchio
Padiglione è composta di tre livelli detentivi con annesse due semi sezioni, al
Primo Piano troviamo ubicati presso la Semisezione “A” i detenuti del circuito
RECLUSIONE con alcuni detenuti di circuito CIRCONDARIALE, nella Semisezione
“B” invece sono stati allocati gli INTERNATI; al secondo piano vi sono utenti che
hanno commesso reati di violenza sessuale e al terzo piano vi è il circuito
CIRCONDARIALE. A nostro dire la sistemazione degli INTERNATI è pressoché
anomala in quanto la parola stessa INTERNATI fa capire che non sono detenuti
pertanto la gestione dovrebbe essere ben diversa dei reclusi e tale allocazione
porta delle grosse difficoltà al personale che presta servizio in quel reparto.
Ci sembra doveroso farLe altresì presente che presso il reparto denominato
Isolamento vi sono: detenuti in regime ordinario ex art. 32 O.P., detenuti di prime
accoglienza in caso di nuovi giunti provenienti dalla libertà, detenuti con divieto
d’incontro e detenuti in sanzioni disciplinare. Più volte capita che queste
situazioni arrivino nello stesso periodo ed è pure successo che addirittura per
circa un mese vi è transitato in quel reparto un Internato che rimaneva aperto
dalle ore 8 alle ore 21 mentre vi erano detenuti con divieti, ecc…
L’art. 14 dell’Ordinamento Penitenziario dice : “Assegnazione,
raggruppamento e categorie dei detenuti e degli internati. Il numero dei
detenuti e degli internati negli istituti e nelle sezioni deve essere limitato
e, comunque, tale da favorire l’individualizzazione del trattamento.
L’assegnazione dei condannati e degli internati ai singoli istituti e il
raggruppamento nelle sezioni di ciascun istituto sono disposti con
particolare riguardo alla possibilità di procedere ad un trattamento
rieducativo comune e all’esigenza di evitare influenze nocive reciproche.
Per le assegnazioni sono, inoltre, applicati di norma i criteri di cui al
primo ed al secondo comma dell’ articolo 42. É assicurata la separazione
degli imputati dai condannati e internati, dei giovani al disotto dei
venticinque anni dagli adulti, dei condannati dagli internati e dei
condannati all’arresto dai condannati alla reclusione. É consentita, in
particolari circostanze, l’ammissione di detenuti e di internati ad attività
organizzate per categorie diverse da quelle di appartenenza.
Le donne sono ospitate in istituti separati o in apposite sezioni di istituto.”
Leggendo il suddetto articolo ci viene da pensare che qualcosa non funzioni
presso l’istituto Biellese e che per problemi logistici non si riesca a gestire così
tante tipologie di ristretti.
Ci sembra altresì doveroso segnalare che gli Internati, poiché si tratta di
una misura di sicurezza e pertanto dovrebbero seguire un percorso educativo ben
diverso dai reclusi, dopo circa un mese dalla loro assegnazione, la Direzione non
ha ancora deciso quali progetti lavorativi debbano svolgere e per questo motivo
restano chiusi in un reparto. Altresì ci chiediamo quale percorso
educativo/lavorativo (progettualità Internati) la Direzione voglia intraprendere in
quanto ad oggi non ci risultano progetti per detta tipologia, di conseguenza per quanto ne sappiamo, la mancanza di progettualità si ripercuote pesantemente sul personale di Polizia poiché gli Internati come punto di riferimento per qualsiasi problematica fanno capo all’agente del reparto, che anch’esso, sprovvisto di direttive superiori non è in grado di dare alcuna risposta, provocando un malcontento tra la popolazione ubicata in detto reparto detentivo manifestando, fortunatamente in forma pacifica, le varie problematiche mettendo però in grossa difficoltà la gestione della sezione Reclusione che rimane adiacente.
Poiché la gestione e l’idonea allocazione dei reclusi e degli internati può favorire o meno la sicurezza all’interno dell’istituto, ci permettiamo di suggerire uno spostamento di tipologie detentive. Sempre presso il Vecchio Padiglione vi è, ad oggi, una sezione denominata Ricominciare (Custodia Attenuata Tossicodipendenti) dove vi sono n. 15 camere di pernottamento. Attualmente i ristretti di quel reparto svolgono le attività lavorative con i detenuti della custodia attenuata ubicati al primo piano del Nuovo Padiglione. Pertanto se possono svolgere le attività lavorative possono altresì essere ubicati nello stesso reparto e, spostando gli Internati nella sezione Ricominciare vi sarebbe una giusta applicazione dell’Art. 14 O.P. in quanto sono completamente distaccati dalla popolazione detenuta con un’idonea gestione a livello lavorativo.
Egregio Provveditore poiché ci sembra doveroso dare subito una risposta concreta ai Poliziotti che lavorano all’interno dei reparti e non solo e che ad oggi si sentono non tutelati dalla Direzione, chiediamo un incontro urgente con la S.V.
Qualora non dovessimo riscontrare nessun interessamento, ci riserviamo di intraprendere iniziative degne di nota.

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About Author: Marco Gordiani

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