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NOTA UNITARIA – Richiesta incontro con il Prefetto – IL PREFETTO RISPONDE

Sua eccellenza Signor Prefetto,
queste OO.SS. con la presente intendono sottoporre alla Sua attenzione la grave situazione insistente nei due
istituti penitenziari di Reggio Calabria: plesso san Pietro e plesso Arghillà.
Con l’apertura del complesso penitenziario di Arghillà avvenuta nel luglio 2013, nonostante si sia
fronteggiata l’emergenza del sovraffollamento penitenziario, contestualmente, si sono rilevate
problematiche inerenti il personale di Polizia Penitenziaria con una conseguente ricaduta sulla sfera della
sicurezza di entrambe le strutture. All’origine il nuovo istituto penitenziario nasceva come Casa di Reclusione ospitante detenuti con pena definitiva breve, per l’attuazione di programmi di trattamento volti al recupero sociale del condannato, di conseguenza la pianta organica prevista era sufficiente al soddisfacimento dell’esigenze dell’Amministrazione Penitenziaria.
Negli anni successivi è stata stravolta la destinazione dell’istituto di Arghillà che ha visto l’apertura di nuove sezioni detentive: a circuito “alta sicurezza” con espiazione di lunghe pene detentive e con fine pena mai, sezione “protetti” ovvero detenuti con reati a sfondo sessuale e sezione di utenti in attesa di primo giudizio con prevalenza di soggetti multietnici, tossicodipendenti e con problemi di natura psichiatrica, tra cui detenuti attenzionati per proselitismo e radicalizzazione islamica.
Lo sconvolgimento dagli intenti iniziali del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria che non ha adeguato idonea pianta organica, mezzi e strumenti alla nuova impronta dell’Istituto, ha determinato un’emergenza costante, ulteriormente aggravatasi nell’ultimo periodo, con la cospicua presenza dall’arrivo di immigrati via mare e i conseguenti arresti per reati di Immigrazione clandestina.
La Direzione per sopperire alla grave emergenza, suo malgrado, per colmare i vuoti dell’Amministrazione Centrale e periferica attinge al personale di Polizia Penitenziaria in servizio presso il plesso “ G. Panzera” minando le condizioni di sicurezza dell’Istituto anzidetto, che come è noto a S.E. custodisce elementi di spicco della criminalità organizzata.
Ad aggravare la situazione è la pressante mole di lavoro in carico al personale di Polizia Penitenziaria che quotidianamente sopperisce oltre che alle funzioni ordinarie, anche a quelle relative al servizio di traduzioni e piantonamento dei detenuti attraverso il nucleo cittadino (con sede a Reggio Calabria) la cui competenza riguarda ambedue gli istituti e i cui servizi vengono espletati al di sotto delle condizioni minime di sicurezza.
Le numerose segnalazioni di tale situazione ai Superiori Uffici da parte delle OO.SS. non ha visto alcuna iniziativa a riguardo, tanto da determinare il ricorso a S.E. al fine di prevenire situazioni che potrebbero implodere con gravi ripercussioni sull’ordine e la sicurezza pubblica di cui è garante.
A conclusione le sottoscritte sigle sindacali rappresentative chiedono di essere convocate.

nota-congiunta-richiesta-incontro-prefetto

convocazione da parte del Prefetto

 

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About Author: Marco Gordiani

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