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NUCLEO PROVINCIALE DI MILANO – Esito visita sui luoghi di lavoro.

Egr. Sig. Provveditore,
in data 06 aprile 2018, lo scrivente Segretario Nazionale, unitamente ad una delegazione di quadri dirigenti territoriali della Lombardia, ha visitato il Nucleo Provinciale di Milano, traendo impressioni e valutazioni che, come prassi consolidata, si rimettono alle valutazioni della S.V. per quanto di competenza. La delegazione è stata accolta con cortesia sia dal Dirigente Responsabile, Generale di Brigata Aduo Vicenzi che dal Funzionario Comandante del Nucleo, Commissario Capo di Polizia Penitenziaria Trainito Carmelo. Dopo aver espletato le formalità di rito, la visita ci ha permesso di interloquire proficuamente sia con il suddetto Dirigente che con il Comandante che si sono dimostrati molto disponibili al dialogo e alla possibile risoluzione delle problematiche rappresentate.
In particolare, il Generale di Brigata Vicenzi si è impegnato ad affrontare, da subito, a rivedere l’attuale organizzazione del lavoro e di verificare anomalie rappresentate ed oggetto di lagnanza da parte del personale colà in servizio. Il Comandante del Nucleo ha illustrato alla delegazione sindacale, seppur per sommi capi, ma con l’ausilio di efficacissime presentazioni informatiche autoprodotte, l’organizzazione complessiva del servizio svolto dal personale che dovrebbe mirare a garantire “Pari opportunità ed omogeneità nella distribuzione dei servizi e dei carichi di lavoro”.
Dal sopralluogo sui luoghi di lavoro sono emerse purtroppo una serie di criticità che dimostrano l’assenza dell’Amministrazione a voler rendere effettivo il tanto decantato “Benessere Agenti”.
LA STRUTTURA
Il Nucleo Provinciale di Milano è ubicato all’interno della Casa Circondariale di Milano San Vittore e purtroppo presenta carenze strutturali. L’edificio destinato al personale di servizio risulta effettivamente essere uno spazio angusto privo di aerazione naturale e gli arredi sono vecchi e riciclati. Pur di non recentissima costruzione, appare sin dall’esterno in buone condizioni strutturali e manutentive. L’impressione viene poi confermata all’interno pressoché in tutti gli uffici, ove si è potuto apprezzare anche l’adeguata pulizia e l’ordine, valutando positivamente gli sforzi fatti dalla Direzione, la quale in economia ha posto in essere tutta una serie di interventi, in particolar modo di tinteggiatura della struttura. Da sottolineare tuttavia che gli spazi e il corridoio centrale, sono molto ridotti e certamente non conforme alle normativa vigente sotto il profilo della salubrità e della sicurezza. I pavimenti e servizi igienici sono scadenti e a dir poco indecorosi. I monitor delle schermi sono da sostituire, le sedie e gli impianti elettrici non sono conformi alla normative di sicurezza. In sostanza, la situazione degli uffici all’interno della struttura risulta essere al collasso, considerato che le stanze a disposizione per il personale risultano davvero limitate, con ambienti piccoli e scarsa areazione ed illuminazione dovuta ai pochi punti luce. Oggettivamente accorerebbe porre in essere un vero e proprio piano di intervento della struttura e dei posti di servizio destinati alla polizia penitenziaria, concepiti, quest’ultimi, per rispondere a delle esigenze operative non più attuali.
IL PERSONALE
Il contingente di Polizia penitenziaria impiegate presso il Nucleo Provinciale di Milano ammonta a 235 unità, di cui un solo funzionario al comando, quest’ultimo è coadiuvato da soli due Ispettori e due Sovrintendenti, organico certamente insufficiente a gestire una struttura di tale portata.
VESTIARIO
Altra nota dolente è il vestiario in dotazione al suddetto Personale di Polizia Penitenziaria. Giungono infatti numerose lamentele in ordine al mancato approvvigionamento del vestiario, seppur regolarmente richiesto. Ciò naturalmente comporta l’inadeguata vestizione del Personale che presta la propria attività lavorativa indossando uniformi e tute di servizio usurate e non più idonee al servizio. Il Si.N.A.P.Pe ha più volte segnalato sul territorio le difficoltà che il Personale di Polizia Penitenziaria ha riscontrato nel ricevere nei tempi previsti i capi di vestiario necessari per effettuare i vari servizi che il nostro Corpo è chiamato a prestare, con le ovvie conseguenze negative sul benessere degli operatori e sull’immagine del Corpo.
L’AUTOPARCO
I mezzi sono fatiscenti, hanno percorso anche un milione di kilometri e risultano inadeguati sotto il profilo della sicurezza poiché molto sono datati. Per il Si.N.A.P.Pe, il parco mezzi del Corpo in dotazione al Nucleo Provinciale di Milano risulta essere vecchio, obsoleto, senza i necessari livelli di sicurezza igiene e salubrità. È stato infatti rappresentato che il servizio di autolavaggio dei mezzi non verrebbe adeguatamente predisposto, lasciando appunto spesso i mezzi sporchi. A tale proposito, è stato riferito che qualora vi è la predisposizione di un trasferimento di soggetti con diagnosi di TBC attiva, il mezzo utilizzato non verrebbe sempre igienizzato, se ciò dovesse corrispondere a realtà, saremo di fronte ad una situazione di altissimo rischio per gli Operatori di Polizia Penitenziaria. In sostanza, vista l’usura in generale non possono essere mezzi di buona efficienza e che sono in netto contrasto con il CDS, per i gas di scarico e per l’efficienza quali, condizionatore d’aria, frenata tenuta di affidabilità, se pur vengono eseguiti gli interventi straordinari, sarebbe auspicabile l’assegnazione di nuovi mezzi per il servizio traduzioni per le ovvie ragioni di sicurezza e di opportunità visti il compito delicato del servizio. Per le motivazioni suesposte, si chiede un aumento dei veicoli in dotazione con le caratteristiche che oggi, purtroppo, non sono presenti, ovvero l’invio di autovetture in versione radiomobile di nuova generazione, oltre ai mezzi per tradurre i detenuti. Al VISAG cui la presente viene trasmessa per competenza, si chiede di realizzare tutte le attività di verifica e di controllo ad esso demandate dal decreto legislativo 81/2008 in materia di salute e sicurezza del personale e di igiene e salubrità degli ambienti di lavoro, di sorveglianza sanitaria e di rispetto delle norme di sicurezza di impianti e attrezzature, nonché di verifica delle valutazioni dello stress lavoro-correlato e di tutte le altre previsioni normative all’interno del documento di valutazione dei rischi. Si chiede, pertanto, al Provveditore Regionale di convocare al più presto un incontro tra le parti al fine di rendere noti quali sono i programmi dell’Amministrazione in merito al Nucleo Provinciale di Milano e ai vertici Dipartimentali di intercedere e/o disporre che ciò avvenga.

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About Author: Marco Gordiani

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