P.R.A.P. NAPOLI – Interpello Regionale Reparto di Vigilanza del Tribunale di Napoli

foto articolo Sinappe (1)

Seguito informativa trasmessa con mail nr. 171 del 09.01.2019 con la quale la S.V. comunicava l’ avvio della procedura di mobilità di cui all’ oggetto, la scrivente O.S. necessita partecipare una serie di doverose considerazioni.
Innanzitutto la procedura di mobilità del personale di polizia penitenziaria rientra tra le prescritte materie di confronto sindacale ai sensi della normativa vigente di cui, in primis, all’ art 14 della legge 395/90 e ulteriori.
Inoltre, i servizi di vigilanza insistenti presso i Tribunali di Napoli e Aversa ed affidati alla polizia penitenziaria, non sono mai stati oggetto di confronto sindacale né per la previsione delle dotazioni organiche né per l’ organizzazione del lavoro né per altre materie rientranti nel sano confronto.
Di contro, il riferimento dell’ avviata procedura da parte della S.V. ad accordi regionali ( 1997 e 2004 ) anteriori rispetto alla stessa esistenza dei due Reparti di Vigilanza ( uno – Napoli – creato con P.C.D. del 2007 e l’ altro – Aversa – creato per mera volontà personale e unilaterale dell’ allora provveditore nel 2013) appaiono del tutto anacronistici e illegittimi rispetto a quanto si intende disciplinare e realizzare, atteso che gli accordi citati in ogni caso si riferiscono ai Nuclei Traduzioni Regionali ( ergo servizi completamenti diversi da quelli di cui ai Tribunali ) ed inoltre accordi che a quella data assolutamente potevano prevedere criteri o disciplinare servizi inesistenti ma che di piu’ , allo stato, risultano superati e di loro già necessitanti di essere rivisitati per i Nuclei stessi.
Rilevando poi l’ assoluta illogicità dei vertici regionali di avviare una procedura di interpello per il Reparto della cittadella giudiziaria di Napoli a dispetto del Tribunale di Aversa con cio’ rendendo sprovvisto, di tutta la catena di comando, da cui gerarchicamente dipende, un reparto di 48 unità al contrario che, per il drappello di Aversa di sole 15 unità, dove inspiegabilmente si preferisce lasciare l’ ispettore coordinatore in loco, quasi a significare che l’ istituto aversano non avrebbe necessità di rinforzare la presenta del carente ruolo ispettori a disconoscimento delle ragioni per cui tutta la procedura di rientro del predetto personale parrebbe instaurata.
In conclusione rilevando numerose incongruenze e disparità nonché l’ assenza dei crismi legali di procedibilità del predetto interpello si invita la S.V. a sospendere immediatamente la procedura in atto e in oggetto specificata al fine di aprire con urgenza un tavolo di confronto sindacale che possa ristabilire margini di legittimità e legalità.
In caso contrario e di mancanza di riscontro atteso la brevità dei termini procedurali in atto, questa O.S. si riserva di avviare ogni intervento a tutela del personale di polizia penitenziaria interessato anche attraverso il ricorso al giudice del Lavoro per condotta antisindacale.