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PORTE GIREVOLI DAP: ATTO TERZO – Continua la discussione sugli organici extra moenia

Ancora un nulla di fatto nella riunione di ieri che si prefissava l’ambizioso obiettivo dell’individuazione concertata di criteri per lo snellimento del Dipartimento e più in generale di tutte quelle sedi cha abbiamo nel tempo imparato a definire extra moenia, ovvero tutto ciò che non è istituto penitenziario.
La proposta dell’Amministrazione, frutto delle risultanze di un precedente incontro, presentava 5 criteri che sin da subito hanno mostrato la propria fragilità.
1) Blocco degli ingressi alla data di sottoscrizione dell’accordo, senza nuove immissioni anche in caso di uscite per pensionamenti
2) Assegnazioni alle sedi penitenziarie di tutto quel personale impiegato presso le sedi extra moenia risultato vincitore di precedenti interpelli di trasferimento e che di fatto non ha raggiunto la sede
3) Stabilizzazione del personale distaccato presso la sede extra moenia a condizione che il distacco sia intervenuto entro un dato arco temporale da individuarsi
4) Stabilizzazione del personale assegnato alla sede extra moenia ma distaccato presso sedi penitenziarie
5) Restituzione alla sede di appartenenza per quel personale distaccato in entrata che non rientri nella clausole di salvaguardia di cui sopra
Eccezion fatta per il primo criterio che di fatto sintetizza una azione di razionalizzazione delle risorse umane che l’Amministrazione Penitenziaria avrebbe dovuto seguire storicamente, tutti gli altri criteri proposti di fatto rischiano di tradursi in una grande farsa priva di efficacia, capace di minare l’efficienza delle strutture.
Il Si.N.A.P.Pe. coerentemente con quanto va da tempo sostenendo, chiede un progetto di snellimento che sia improntato ad equilibrio, buon senso e responsabilità che non si traduca in una “caccia alle streghe” e che miri alla salvaguardia delle professionalità acquisite onde preservare la funzionalità delle strutture.
Il dimagrimento non si ottiene attraverso l’amputazione di arti!
L’asetticità dei criteri proposti e la mancata partecipazione dell’impatto che la loro applicazione produrrebbe, di certo, non pare rispondere ai criteri di efficienza di cui sopra.
È per questo che il Si.N.A.P.Pe ha ribadito la necessità di una partecipazione responsabile dei singoli Direttori Generali, dei Provveditori, dei Direttori degli Uffici, affinché l’iter parta da una cristallizzazione dei processi produttivi e dall’individuazione del numero di unità necessarie, per passare poi ad una fotografia dell’attuale,
ad una comparazione del dato e solo in ultimo
all’individuazione del criterio di uscita. Solo in questo
modo si può pensare alla salvaguardia dell’efficienza, che
deve costituire il fine ultimo.
Non si potrebbe infatti accettare una azione che da un lato “faccia tabula rasa di ciò che
è” e dall’altro crei successive sacche di riserva necessarie per il funzionamento dei singoli
uffici per supposte infungibilità degli addetti.
Dopo lunga discussione, lungi dal trovare la convergenza auspicata
dall’Amministrazione, a cui è stato sottolineato con fermezza l’inapplicabilità del criterio di
cui al punto 4 perché violerebbe le graduatorie vigenti della mobilità nazionale,
si è giunti alla sintesi di una nuova attivazione di procedure di mobilità (nelle
forme di un nuovo interpello o della riapertura dei termini di quello da ultimo
concluso) con l’assunzione dei provvedimenti di trasferimento unicamente di
coloro utilmente collocati in graduatoria (questo l’impegno del Capo del
Dipartimento, a tratti presente al tavolo).
L’impegno del Direttore Generale del Personale è stato invece quello di riproporre al
tavolo un progetto di verso, che parta dall’esplosione del dato per vedere come i singoli
criteri potrebbero impattare, per il momento, sulla condizione del Dipartimento e sul
funzionamento delle singole Direzioni Generali.
Attenderemo la nuova informativa, nella speranza di aver fornito nella giornata di ieri i giusti spunti di riflessione.

Porte girevoli dap Atto Terzo

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About Author: Marco Gordiani

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