• vederci chiaro

Prap Milano – Officina Meccanica Di Bollate – Richiesta Chiarimenti

Egr. Sig. Provveditore,
la scrivente Segreteria Nazionale, in riferimento a quanto in oggetto meglio
specificato, ritiene opportuno significarLe quanto segue.
Giova ricordare alla S.V. che la sicurezza sui luoghi di lavoro è regolamentata
dal Testo Unico 81 del 2008, che ha abrogato la precedente legge 626.
In proposito, la giurisprudenza in materia stabilisce che: “le particolari
esigenze connesse al Servizio penitenziario, riguardano evidentemente,
come del resto è sempre sembrato a seguito di una interpretazione logica
delle disposizioni legislative contenute nello stesso articolo, problemi di
organizzazione e di sicurezza interna alle strutture, non possono
assolutamente portare ad una sostanziale abrogazione di precise norme di
legge nonché all’azzeramento o alla compressione delle garanzie che la legge
riserva, senza differenza di sorta, a tutti i lavoratori ed a tutti i luoghi di
lavoro, nessuno escluso.
Ne consegue pertanto che alla sicurezza dei luoghi di lavoro, pretesa a carico
dell’imprenditore privato, non può non essere richiesta anche a coloro che
nella pubblica amministrazione ricoprono un ruolo di responsabilità del tutto
simile a quello dell’imprenditore privato, rispetto delle norme che ancor più
deve pretendersi in una struttura carceraria, a tutela non solo del personale
che gestisce, ma anche di un lavoratore detenuto, quest’ultimo in ragione
della propria condizione di grave subalternità e di soggezione derivante dalla
carcerazione, non ha tutele di alcun genere, se non quella che deve
garantirgli la struttura e chi la dirige.
I dirigenti e i datori di lavoro, sono tenuti a rispettare tutta una serie di
obblighi, quali : nominare un responsabile del servizio di prevenzione e
protezione; fornire dispositivi di protezione ai lavoratori; tenere conto delle
condizioni e delle capacità dei lavoratori nel caso in cui vengano loro affidati
compiti e designati per attuare e mettere in pratica misure di prevenzione
quali evacuazione del luogo di lavoro, lotta anti-incendio, primo soccorso,
salvataggio e gestione dell’emergenza; nominare un medico competente
che si occupi della sorveglianza sanitaria; prendere tutti i provvedimenti
necessari affinché possano accedere a zone pericolose ( o che
comunque presuppongono un rischio specifico) solo i lavoratori che abbiano un addestramento specifico; informare i lavoratori eventualmente esposti a
un pericolo grave in maniera immediata; permettere ai lavoratori di
effettuare la visita medica obbligatoria prevista dai piani di sorveglianza
sanitaria; richiedere a tutti i lavoratori di rispettare le disposizioni aziendali e
le norme vigenti relative all’igiene e alla sicurezza sul lavoro, imponendo
loro, per esempio, di utilizzare tutti i dispositivi e i mezzi di protezione, sia
individuali che collettivi, a loro disposizione; adottare tutte le misure
appropriate per tenere sotto controllo le situazioni di emergenza, e avvisare i
lavoratori di eventuali rischi a cui sono esposti.
Appare pertanto evidente che in materia di sicurezza sul lavoro, un aspetto
senza dubbio importante risulta essere l’applicazione dell’ art. 4, comma 6,
D. Lgs. n. 626/1994, vale a dire la redazione della valutazione dei rischi per
la sicurezza e per la salute dei lavoratori;
Si chiede altresì alla S.V. se tale documento è stato elaborato, trattandosi di
un posto di lavoro istituito appositamente dalla S.V., con preghiere di voler
precisare se sono state rispettate i seguenti articoli di legge:
– Art. 13 comma 6, del D.P.R. n. 547/1955 ( se sono state previste le porte
delle vie di uscita di emergenza dell’officina meccanica e se le stesse sono
provviste di maniglione antipanico);
– Art. 2, comma 1 punto d), D. Lgs. n. 493/1996 ( se è stata debitamente
collocata la segnaletica di sicurezza in merito al piano di evacuazione);
– Art. 4, comma 5 lett. q), D. Lgs. n. 626/1994 (se sono state adottato le
misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell’evacuazione dei
lavoratori, nonché per i casi di pericolo grave ed immediato);
– Art. 7 commi 2, 3 e 4, del D.P.R. n. 303/1956, il quale prevede: “ tutti gli
«ambienti di lavoro» e le connesse strutture e vie di passaggio e di accesso
devono avere una pavimentazione «antisdrucciolevole » e predisposta in
modo da impedire ristagni di liquidi, al fine di evitare rischi di scivolamenti e
cadute;
– Art. 12, comma 1 lett. a), D. Lgs. n. 626/1994 (se è stato organizzato i
necessari rapporti con i servizi pubblici competenti in materia di pubblica
sicurezza e gestione delle emergenze);
– Artt. 35, comma 1, e 36, comma 1, D. Lgs. n. 626/1994 (se all’interno
dell’officina meccanica risultano attrezzature non idonee ai fini della
sicurezza dei detenuti lavoratori);
– Art. 382 D.P.R. n. 547/1955 (se è stato adottato, all’interno dell’officina,
dispositivi di protezione degli occhi in prossimità di attività lavorative che
prevedono l’uso di tale strumento protettivo);
– Art. 21 D.P.R. n. 303/1956 (se è stato adottato, all’interno dell’officina,
provvedimenti atti ad impedire o a ridurre lo sviluppo della diffusione delle
polveri);
– Art. 21 D. Lgs. n. 626/1994 (se sono stati effettuati nei confronti dei
lavoratori adeguata informazione in ordine a quanto previsto nella stessa
disposizione);
– Art. 32, comma 1 lett. b), D. Lgs. n. 626/1994 (se viene garantito, l’utilizzo
di un bagno all’interno dell’officina, e se all’interno del complesso in virtù dei
lavori vi è un’adeguata aerazione);
– Art. 267 D.P.R. n. 547/1955 (se gli impianti elettrici, in tutte le loro parti
costitutive, sono stati costruiti, installati e mantenuti in modo da prevenire i
pericoli derivanti da contatti accidentali con gli elementi sotto tensione ed i
rischi di incendio e di scoppio derivanti da eventuali anormalità che si
verifichino nel loro esercizio.

Ringraziando anticipatamente, resta nell’attesa di cortese e sollecito
riscontro, con l’occasione porge distinti saluti.

VERTENZA SINAPPE DEL 09 FEBBRAIO 2015 – OFFICINA MECCANICA BOLLATE – PRAP MILANO

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About Author: Marco Gordiani