• stra

Prestazioni di lavoro straordinario

Oggetto: Prestazioni di lavoro straordinario del personale di polizia penitenziaria:

modalità di computo delle ore settimanali.

Richiesta urgenti delucidazioni

Egregi Dirigenti,

questa Organizzazione Sindacale ritiene imprescindibile un immediato intervento in merito alla materia in oggetto, che si ponga quale dirimente rispetto all’interpretazione di cui alla lettera circolare del PRAP Lazio PR09-0001220-2013 datata 8.01.2013.

Nonostante infatti la materia sia stata recentemente e più volte trattata da codesto Superiore Ufficio e la relativa disciplina sia assolutamente inequivocabile, nel solco tracciato anche dalla sentenza del Consiglio di Stato n. 01342/2012 Reg. Prov. Coll., il Provveditore del Lazio, con un’interpretazione poco aderente al dettato giurisprudenziale emana la precitata disposizione con cui ripropone un conteggio su base giornaliera, così disapplicando le disposizioni di cui alla lettera circolare GDAP-0200901-2007 del 22.06.2007 ( e successive integrazioni), che per la prima volta chiarisce il necessario calcolo dell’eccedenza oraria su base settimanale.

Si eccepirà che la predetta circolare è stata successivamente superata e revocata con la lettera circolare GDAP-0481307-2009 del 30.12.2009.

Non sfugge tuttavia a codesti Superiori Uffici che la giurisprudenza prodotta in materia ha di fatto annullato tale ultima circolare così ripristinando le vecchie disposizioni chiarificatrici del 2007 e successive, che pertanto restano ferme e valide.

Così infatti conferma il supremo organo di giustizia amministrativa “(…) essendo l’orario settimanale articolato in 36 ore, scatta il diritto alla retribuzione per lavoro straordinario quando il servizio prestato eccede la base settimanale di 36 ore e non il turno giornaliero. In altre parole, il criterio per valutare se vi sia stata prestazione lavorativa straordinaria è l’eccedenza rispetto alle 36 ore settimanali: lo straordinario deve pertanto essere remunerato in eccedenza quando la prestazione lavorativa eccede le 36 ore settimanali”.

Da ciò l’evidenza della non adeguatezza della rubrica “Modalità di conteggio delle ore settimanali e del lavoro straordinario” di cui alla disposizione provveditoriale oggi impugnata.

Merita l’interessamento di codesti superiori uffici anche la successiva rubrica “computo dello straordinario in caso di richiamo in servizio del personale nelle giornate di riposo” laddove il Provveditore introduce una sostanziale differenza di disciplina tra l’istituto del riposo compensativo e del riposo settimanale in termini di diritti scaturenti in caso di annullamento dello stesso per sopraggiunte esigenze dell’Amministrazione (richiamo in servizio).

Secondo il contestato approccio provveditoriale, mentre è pacifico il diritto alla retribuzione straordinaria in relazione alla soppressione del riposo settimanale o festivo (in aggiunta all’indennità di compensazione e al diritto del recupero del riposo), tale logica non trova applicazione qualora il riposo soppresso sia quello compensativo (inteso come tale, quello derivante dall’articolazione del lavoro settimanale su 5 giorni). Ciò sulla base di una non argomentata tesi normativamente sostenibile.

“Diversa è l’ipotesi del richiamo in servizio sul giorno previsto come riposo compensativo, poiché quest’ultimo scaturisce da un’articolazione dell’orario del lavoro settimanale concertato dalle parti e come tale suscettibile di variazioni su richiesta delle medesime. In altri termini laddove si verifichi la necessità di richiamare in servizio il dipendente nel giorno di riposo compensativo , verrà data allo stesso la possibilità di scelta: A) spostare la fruizione del riposo in altra data; B) in alternativa ottenere l’attribuzione dello straordinario. In tale ultimo caso verrà riconosciuta l’attribuzione delle indennità come ristoro del disagio subìto”.

Ciò è quanto asserisce il Provveditore del Lazio in una impostazione che stride con la statuizione del Consiglio di Stato “(…) la legge opera un riferimento del tutto inequivoco non solo alla spettanza dello straordinario in ragione del superamento dell’orario

settimanale ordinario, ma la collega solo alla misura della sua retribuzione, non citando sotto questo profilo alcuna forma sostitutiva o surrogatoria della stessa”.

Tutto ciò evidenziato ed alla luce del fatto che il Provveditore Regionale de quo chiede in ultimo alla Direzione Generale del Personale del DAP, lumi in merito all’interpretazione espressa, si auspica nella sollecita delucidazione da parte del Superiore Ufficio affinché la disciplina trattata sia correttamente attuata.

Distinti saluti.

DAP – computo dello straordinario – delucidazioni

 

Share This Post

About Author: Marco Gordiani