Procedura di mobilità a domanda del personale appartenente alla carriera dai funzionario del Corpo di polizia penitenziaria per la copertura di dieci posti nell’organico del Gruppo Operativo Mobile – nota n. 0068919 del 27 febbraio 2018

Illustri Autorità, con la nota citata in epigrafe, giunta agli uffici di questa O.S. alle ore 16.50 del 27 febbraio, l’Ufficio per le relazioni sindacali partecipa i contenuti di un interpello emanato il 22 febbraio, ormai prossimo alla scadenza (fissata al 2 marzo). Il ridotto termine per la presentazione delle istanze farebbe pensare ad una procedura d’urgenza; idea che confligge con la circostanza di una richiesta in tal senso avanzata dal Vice Capo del Dipartimento, oltre venti giorni prima. Questa osservazione d’apertura, oltre a volersi porre quale stigmatizzazione di una ulteriore ed evidente mortificazione da parte dell’Amministrazione del ruolo del Sindacato (con un intento di relegarne l’attività e mere prese d’atto), risulta essere solo la prima di una più ampia serie di interrogativi che accompagnano l’analisi di un procedimento alquanto irrituale, rispetto al quale si chiedono i più ampi chiarimenti. Vero è che il DM sulle piante organiche prevede per il GOM dieci unità appartenenti ai ruoli direttivi; del pari vero è che è difficile attribuire il giusto senso ermeneutico alla volontà dell’Amministrazione di provvedere – in controtendenza con quanto accade per svariati posti di funzione sull’intero territorio nazionale al comando dei penitenziari – a saturare la pianta organica. In un momento in cui l’Amministrazione periferica continua a costituire il termometro di difficoltà operative irrisolte, ci si attenderebbe un approccio ed una filosofia centrifughe piuttosto che centripete. Ciò a maggior ragione se, a fronte del DM al quale si vuole ottemperare (27 luglio 2017), ancora molti sono i passaggi che non risultano realizzati e che peraltro si sarebbero dovuti realizzare entro sessanta giorni dal varo del documento ministeriale. Così – da quanto è dato sapere a questa O.S. – non è stato conferito l’incarico di cui all’articolo 4 comma 5, né si è adempiuto con PCD a definire le sezioni di cui all’articolo 5. Ciò che non si comprende è come si possa non ritenere tale attività prodromica rispetto all’individuazione del personale che colà verrà impiegato in qualità di responsabile e per il quale si procede ad indire l’interpello di cui si discute. Venendo poi alle procedure d’interpello, una riflessione è d’obbligo ed è connessa al rimando improprio all’articolo 8 del medesimo Decreto Ministeriale che, expressis verbis, disciplina l’individuazione del personale non direttivo del Corpo da impiegare alle dipendenze del GOM. Volendo latamente ritenere che il ricorso alle procedure di cui all’articolo 8 costituisca un richiamo analogico in assenza di disciplina specifica (non senza sottacere la perplessità di procedure di interpello a fronte di una previsione ministeriale che parla di attribuzione di incarichi), risulta oltremodo doveroso comprendere come si declini nella realtà trasposta il criterio del limite d’età, piuttosto che quello della temporaneità dell’incarico. Per le argomentazioni innanzi evidenziate emerge con cristallina chiarezza la necessità di chiarimenti ben più pregnanti, rispetto ad una nota informativa che giunge quasi in coincidenza con la scadenza del termine per la presentazione delle domande di partecipazione. Per tutti questi motivi, nel richiedere i chiarimenti in merito ai punti trattati, si partecipa l’opportunità di una convocazione sul tema, teso anche alla verifica della funzionalità del DM luglio 2017.

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