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Progetti rieducativi per la popolazione detenuta

Egregio Direttore

 

Questa Organizzazione Sindacale apprende, non senza stupore, dell’avvio di una attività educativa in favore della popolazione ristretta presso la Casa Circondariale di Brescia.

Preliminarmente si deve specificare a chiare lettere che il Si.N.A.P.Pe non intende in alcun modo esprimere pareri non richiesti sui processi educativi e rieducativi, i cui cardini, siamo consapevoli, sono dettati da pool di esperti; tuttavia, in qualità di rappresentanti di una particolare categoria di lavoratori, non possiamo non esternare il nostro disappunto nell’apprendere che la scelta formativa sia ricaduta sull’attivazione di un corso di arti marziali.

In un ambiente in cui troppe sono le aggressioni al personale e dove gli animi si scaldano con troppa facilità (per logici processi psicologici legati alla privazione della libertà personale) appare quanto meno poco opportuna una scelta che tende a fornire rudimenti di discipline che prevedono l’utilizzo della forza fisica.

Quello che si vuole esprimere in questo scritto è il timore non proprio infondato che l’opportunità fornita all’utenza rischi di subire una mutazione del senso proprio e di trasformarsi in uno strumento di offesa ai danni dei poliziotti.

A fronte di ciò, si chiedono dunque garanzie e certezze per i poliziotti, oltre ad un ripensamento circa l’attività avviata.

Tanto a tutela di tutto il personale di Polizia Penitenziaria e della sicurezza dell’intero Istituto.

In attesa di riscontro si porgono cordiali Saluti

Brescia_processi educativi_corso di arti marziali

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About Author: Marco Gordiani