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PUBBLICAZIONE GRADUATORIE PROVVISORIE MOBILITA’ ANNO 2016 – Esclusione del personale – Richiesta chiarimenti

Egregio Direttore Generale È di indiscussa gravità quello che sta accadendo in fatto di mobilità ordinaria che – come ben si comprenderà – è un tema fortemente avvertito da tutto il personale del Corpo. Come comunicato con nota a sua firma dello scorso 5 aprile, le unità dei corsi di formazione che vanno dal 164° al 170° (immessi in ruolo nell’arco temporale che va dall’aprile 2012 al dicembre 2015) sono state escluse dalla graduatoria di mobilità nazionale in ragione di un vincolo discendente dal bando concorsuale di assunzione che prevedeva la permanenza nella sede di assegnazione per 5 anni. Trattandosi di previsione appunto risalente all’anno 2012 e considerato che la stessa non è mai stata applicata nelle procedure di mobilità attuate post 2012 (ritenendo verosimilmente che alcune unità dei corsi citati siano già state mobilitate) appare eccessivamente rigida e foriera di disequità l’applicazione tardiva di tale criterio, così come improprio appare il richiamo alla mancanza di correttezza nel comportamento, di certo non ravvisabile nella condotta di chi si è limitato unicamente a rispondere ad un bando di interpello in cui non venivano richiamati i vincoli di cui sopra. La rigida applicazione della previsione di cui al bando di assunzione – appunto perché tardiva rispetto alla propria introduzione – di fatto dovrebbe muovere, più che da un approccio burocratico sic et simpliciter, da un esame di bilanciamento degli interessi coinvolti, dovendosi ritenere la responsabilità di un eventuale errore (se tale può essere definito) nelle procedure precedenti, maggiormente in capo all’organo che ha emesso il
provvedimento di mobilità piuttosto che all’unità che ha avanzato domanda di
partecipazione.
Se si considera che quei provvedimenti di trasferimento ne hanno a cascata generati
altri (per i principi di compensazione utilizzati dall’Amministrazione), è facile intuire come
si sia creato un solido affidamento in tutto il personale mobilitato e di fatto un precedente
– non sottovalutabile – per tutto il restante personale dei medesimi corsi “vincolati” che
vantano a questo punto (in ragione del principio di equità) il diritto ad essere trattati alla
stregua degli altri colleghi.
Partendo da quanto argomentato, è il caso di chiedere all’Amministrazione a questo
punto, qualora intendesse permanere nell’intenzione di una rigida applicazione dei vincoli
discendenti dai bandi di assunzione, come intenderebbe trattare il paradosso che innanzi si
è esplicitato, che non si esclude possa generare una lunga serie di contenziosi rispetto ai
quali non si può escludere la soccombenza della stessa Amministrazione.
In aderenza al principio amministrativo di conservazione degli atti, si invita e diffida
dunque ad accogliere le istanze di mobilità avanzate dal personale dei corsi citati,
provvedendo con estrema solerzia alla riformulazione della graduatoria provvisoria.

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About Author: Marco Gordiani

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