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QUESTO NON E’ IL NOSTRO RIORDINO!!

Si è tenuto nel pomeriggio di ieri la lunga e tanto attesa riunione relativa al riordino delle carriere. Si parla di pesi specifici e di forza contrattuale dei rappresentanti delle amministrazioni nei tavoli tecnico e strategico, in cui il disegno di riordino viene partorito e finalmente si ha il coraggio di affermare che il “piccolo” Corpo di Polizia Penitenziaria, rispetto al gigante “Polizia di Stato”, non può che subire le scelte e vivere di trascinamento. E con queste premesse, qual è il senso di questo incontro? E soprattutto qual è lo spazio di manovra per correggere o almeno limitare i danni di questo disordine autarchico ed eclettico? Per intenderci, a tutti i costi cercano di calarci addosso abiti disegnati e confezionati per altri. Nonostante le spinte contrarie di alcuni sindacati, che mostrano un occhio troppo attento alla classe apicale del Corpo ed al progetto di dirigenzializzazione (e non si può tacere lo sdegno per la circostanza che i previsti dirigenti, nel numero di 96 + 5, da soli hanno un costo riordinamentale di due milioni di euro), il Si.N.A.P.Pe ha sempre sostenuto che il riordino avrebbe dovuto tenere ben presente i meccanismi di funzionamento degli istituti penitenziari e per questo il ragionamento doveva partire dal basso, da coloro che assicurano la funzionalità dei servizi primari. In un altra occasione affermammo che si stava assistendo al lento ed inesorabile “passaggio da un Corpo senza capo ad un capo senza Corpo”. E con una preziosa occasione riordina mentale, portare a casa, per circa 12 mila assistenti capo con oltre 8 anni di anzianità nel grado, il solo riconoscimento della “qualifica speciale” (valida solo per quel dato momento e solo nell’esercizio delle sue funzioni al pari del “vigile urbano del Comune di Roma”), appare un risultato piuttosto deprimente. Riordino SI, pur subìto, ma che spinga in avanti le carriere partendo dal basso. 2000 sovrintendenti e 1500 ispettori: si ripianino le carenze!
E rispetto alle perentorie posizioni del Si.N.A.P.Pe, finalmente si accende una fiammella nel buio… il “progetto” (coperto da riserbo e segreto), prevede un mega concorsone per titoli per 2700 sovrintendenti (per ripianamento delle
piante organiche), cui si aggiungono 800 previsti come incremento.
Stesso dicasi del ruolo ispettori, che vedrà un passaggio di grado per 1100
uomini e 83 donne, procedendo già con l’allargamento dei posti del concorso
interno in atto, per il quale gli idonei alle prove scritte sono poco più di mille.
Questo teoricamente vuol dire che se tutti gli idonei supereranno
la prova successiva, saranno avviati al corso da vice ispettori, con
un ulteriore disavanzo di 200+500 (incremento) posti, che entro il 2021
andranno comunque coperti con nuovi concorsi per titoli.
Questo è quanto è emerso dall’incontro di ieri che ci lascia comunque con
l’amaro in bocca, per quello che in più poteva farsi invertendo l’ordine delle
priorità.
Il disegno di riordino, inviso ed insoddisfacente, è stato bocciato
all’unanimità e rispedito al mittente, accompagnato dall’ennesima
urgente richiesta di convocazione al Ministro, interlocutore politico che
dovrebbe fungere da garanzia per il proprio Corpo di polizia; ma su questo
tema ci siamo già espressi pochi giorni fa.
Vi terremo aggiornati sugli sviluppi.

comunicato riordino 13.02.2017

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About Author: Marco Gordiani

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