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REGIONE CALABRIA – comunicazione della mancata partecipazione delle organizzazioni sindacali di Polizia Penitenziaria ai festeggiamenti per il Bicentenario della Fondazione del Corpo che si terranno negli Istituti penitenziari della Regione Calabria

Le scriventi OO.SS., con la presente, comunicano che, nel condividere l’iniziativa delle
segreterie e dei coordinamenti Nazionali delle Sigle SAPPe – OSAPP – UIL/PA – SINAPPE – FNS/CISL – U.S.P.P. – CNPP/FSA – CGIL, le quali hanno tenuto una manifestazione di protesta in data 19 settembre 2017 a Roma in piazza Montecitorio, concomitante con i festeggiamenti del bicentenario del Corpo, non partecipano ai festeggiamenti per il Bicentenario della Fondazione del Corpo che si tengono negli Istituti penitenziari della Regione Calabria, con riserva di organizzare una manifestazione regionale per vedere riconosciute le seguenti rivendicazioni:
Per chiedere più sicurezza ed ottenere adeguati strumenti per garantire l’incolumità dei poliziotti penitenziari, stante l’aumento di aggressioni, colluttazioni e ferimenti;
Per chiedere un adeguato piano di nuove assunzioni di Agenti di Polizia Penitenziaria (sono 8.000 le unità necessarie al Corpo);
Per chiedere un adeguamento delle risorse per il rinnovo del contratto di lavoro, scaduto da quasi 10 anni;
Per chiedere il ripristino di corrette relazioni sindacali in sede centrale (DAP) e presso gli Istituti e servizi penitenziari del Paese;
Per chiedere una rimodulazione del provvedimento di “riordino delle carriere”;
Per chiedere il pagamento delle prestazioni di lavoro straordinario richiesto al personale di Polizia Penitenziaria e non retribuito;
Per chiedere la fornitura di vestiario che permetta al Personale di Polizia penitenziaria di presentarsi in servizio in maniera decorosa e uniforme;

Inoltre:
Allo stato non vi è da festeggiare, ma riflettere sul futuro del Corpo, e sul malessere generale che vive giornalmente il Personale, e che spesso si traduce in gesti disperati ed estremi, come avvenuto per il Poliziotto penitenziario in servizio presso il Nucleo Cittadino di Palermo, suicidatosi con l’arma di ordinanza in data 13 settembre 2017, e meno di due giorni dopo analoga sorte è occorsa ad altro collega a Prato.
Ogni giorno nelle carceri italiane contiamo gravissimi eventi critici che vedono spesso soccombere i poliziotti penitenziari, sempre più soli e senza adeguati strumenti di difesa. Non solo aggressioni e colluttazioni: dall’inizio dell’anno sono stati quasi 40 i detenuti suicidi in cella e numerosi sono anche gli atti di autolesionismo ed i tentati suicidi compiuti
da essi, sventati grazie al tempestivo intervento degli eroi con la divisa della Polizia Penitenziaria, senza i quali queste drammatiche statistiche raggiungerebbero cifre non degne di uno Stato civile.
Questo è il momento di indignarsi con forza per quanto sta accadendo giornalmente negli Istituti penitenziari, per mostrare alla politica assente, sorda ai nostri costanti richiami ed appelli, e ad una Amministrazione Penitenziaria silente ed incapace di gestire e risolvere le continue criticità, le pessime condizioni lavorative ed organizzative degli Istituti calabresi, dotati di organici sottodimensionati alle reali necessità, gravati da carichi di lavoro che il personale di Polizia Penitenziaria è costretto, da tempo, a sopportare in ragione delle nuove ed attuali necessità.
La nuova apertura dell’Istituto penitenziario di Arghillà a Reggio Calabria, del nuovo padiglione detentivo di Catanzaro e di diversi reparti negli Istituti penitenziari calabresi sommata alla inadeguatezza della pianta organica dei poliziotti penitenziari, rischia in concreto di vedere vanificati gli sforzi fin qui compiuti dall’Amministrazione Penitenziaria e dagli organi di Governo per deflazionare il sovraffollamento nelle carceri, ed ottemperare agli obblighi stabiliti dalla Corte Europea dei Diritti Umani in relazione alla sentenza Torreggiani.
Non è, infatti, ipotizzabile dare attuazione ad un programma di ammodernamento del sistema penitenziario e dell’esecuzione penale secondo quei canoni formulati dalla succitata sentenza senza un investimento in termini di potenziamento numerico delle piante organiche presenti nella Regione Calabria e nella Nazione.
Si rivendicano nuove assunzioni di Agenti, adeguate a fronteggiare le oltre 8.000 unità necessarie al Corpo, nuove dotazioni di risorse finanziare e tecnologiche, una rimodulazione del riordino delle carriere (che non ci soddisfa affatto), adeguati stanziamenti per il rinnovo del contratto scaduto ormai da dieci anni ed il ristabilirsi di corrette relazioni sindacali. Basta! Gridiamo la nostra rabbia e la nostra sfiducia perché non ce la facciamo più ad essere aggrediti dai detenuti ed abbandonati dalle istituzioni.
Con questo degradante e mortificante quadro che affligge il sistema penitenziario, il Personale di Polizia Penitenziaria è costretto a fare turni di servizio non inferiori alle otto ore giornaliere, con un notevole consumo di lavoro straordinario, di incerta remunerazione a causa dell’ulteriore e preannunciato taglio sui fondi anche di questo capitolo di spesa.
Le OO.SS. non solo sono perplesse ed amareggiate dalle risposte ricevute, e da come si sta pensando di affrontare la preoccupante situazione da tempo denunciata, ma sono seriamente preoccupate perché, a breve, ci si troverà nell’impossibilità di gestire adeguatamente le carceri, con grave nocumento per la sicurezza della collettività.
Per questi motivi anche le OO.SS. della Polizia Penitenziaria della regione Calabria non parteciperanno ai festeggiamenti per il Bicentenario della Fondazione del Corpo che si terranno negli Istituti della Regione Calabria.

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About Author: Marco Gordiani

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