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Riordino delle carriere – il lento ed inesorabile passaggio da un “Corpo senza Capo” ad un “Capo senza Corpo”…

Ve lo avevamo anticipato, riflettendo “a voce alta” su quello che sarebbe stato l’incontro odierno in relazione al delicato tema del “riordino delle carriere”, ed in effetti l’impianto prospettato dall’Amministrazione è stato proprio quello che abbiamo analizzato insieme qualche giorno fa. Un impianto che poggia le proprie basi sulla dirigenzializzazione del Corpo che l’Amministrazione Penitenziaria cerca di dipingere come una grande conquista e che, al contrario, a parere di questa Organizzazione Sindacale, rischia di tradursi nel fulcro di un riordino subito e non partecipato; un riordino di prospettiva ma non progettuale! V’è infatti da chiedersi in che modo sarà impiegato questo arricchito comparto dirigenziale. Ad oggi si parla di conquiste senza però essere nelle condizioni di specificarne i valori aggiunti … ed ecco che il processo che si realizza è quello del passaggio da un “Corpo senza Capo” (quello che è stato storicamente il Corpo di Polizia Penitenziaria) ad un “Capo senza Corpo” perché la base appare, se non completamente tralasciata in questo processo, di certo non altrettanto “riordinata”. E arriviamo dunque – sulla scia dei desiderata dei più potenti “cugini” del comparto sicurezza – a dover subire un riordino che di “carriera” od ambizione ad essa ha ben poco. Niente apertura dei ruoli, ma assegni di responsabilità a chi comunque quei ruoli corrispondenti effettivamente li svolge. Dovrebbe così nascere “il sostituto sovrintendente” ed il “sostituto ispettore” con assegni di responsabilità che dovrebbero ammontare a circa 30 euro che comunque non costituiranno base pensionabile. Riordino o semplici basi per un ulteriore disordine?

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About Author: Marco Gordiani

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