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RIORDINO DELLE CARRIERE – Riflessione ad alta voce sulla Polizia Penitenziaria di domani

Cari colleghi, vi abbiamo partecipato ieri il contributo che il Si.N.A.P.Pe ha portato al tavolo di confronto con i massimi vertici del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria in relazione alla complessa materia riordina mentale. Nello specifico, abbiamo sottoposto al Capo del Dipartimento il recente parere del Consiglio di Stato (pubblicato il 12 maggio 2016) secondo il quale, per vincoli normativi, i fondi stanziati per il riordino devono essere impiegati unicamente per il personale non direttivo e non dirigente. Un orientamento, questo, che – qualora si veda riconosciuto forza vincolante – si traduce nella necessità di una completa riscrittura della bozza sulla quale il tavolo tecnico interministeriale sta alacremente lavorando. Abbiamo dunque chiesto all’amministrazione Penitenziaria di esprimere parere nel merito, volendo partecipare le risultanze degli studi che saranno condotti. Il recepimento del parere consentirebbe di far riconfluire tutti i fondi disponibili verso il basso, consentendo dunque di ragionare sull’auspicata apertura dei ruoli. Sorge però un problema di tempistiche; ai sensi dell’articolo 8 della legge 124 del 7 agosto 2015, infatti, “Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per modificare la disciplina della Presidenza del Consiglio dei ministri, dei Ministeri, delle agenzie governative nazionali e degli enti pubblici non economici nazionali”. Ne deriva dunque l’avvicinamento a grandi passi della scadenza della delega, termine entro il quale il decreto legge dovrà essere adottato. Il riordino si faccia, presto e bene! Non possiamo rischiare che le vicende politiche del Paese incidano in maniera così prepotente sulle opportunità di carriera dei 38000 poliziotti penitenziari. Ferma dunque la tutela discendente da apposita legge delle figure direttive del Corpo – che hanno visto con l’ultima legge finanziaria uno stanziamento ad hoc – è il caso di ragionare adesso, senza oltremodo temporeggiare, sulle opportunità riordinamentali della base, ovvero di tutti coloro che non hanno trovato tutela nel precedente riordino. L’idea è quella di giungere ad un Corpo solido e strutturato, anche con l’inclusione di ruoli tecnici (medici del Corpo, psicologi ed altre professionalità specifiche) che vadano a stabilizzare e ad arricchire la Polizia Penitenziaria anche al fine di salvaguardarne l’identità a fronte di troppe volte vociferati tentativi di pseudo annessioni o assorbimenti. Con riserva di fornirvi ulteriori e tempestivi aggiornamenti

RIORDINO DELLE CARRIERE – Riflessione ad alta voce sulla Polizia Penitenziaria di domani

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About Author: Marco Gordiani

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