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Riordino delle carriere? Se l’impianto è questo: NO GRAZIE!

Delicato ed importante il tema in argomento, la cui discussione è inevitabile anche su spinta legislativa. E c’è fermento in tutti i dipartimenti interessati, al fine di giungere ad un impianto che veda la convergenza di tutti. Inutile dire che quello che l’Amministrazione Penitenziaria ha propinato ai presenti era un impianto “non sens”, finanche anacronistico oltre che non condivisibile, perché già inviso alle gerarchie militari e alle organizzazioni sindacali della Polizia di Stato. Un impianto che, contrariamente a quanto andiamo rivendicando, non prevede l’unificazione del ruolo Agenti/Sovrintendenti e vale, così come prospettato, unicamente a ripianare le carenze nei ruoli attraverso un inefficace sistema di vasi comunicanti, con l’introduzione di meccanismi di compensazione. Lo abbiamo definito inaccettabile perché la filosofia sottesa al progetto è esattamente opposta a quella che riteniamo essere l’unica strada percorribile; abbiamo sempre sostenuto che il progetto di riordino debba partire dalla base e ci ritroviamo di fronte ad un progetto con una piramide invertita che parte dal riordino del vertice, drenando risorse economiche che in tal modo diventano misere per la realizzazione di un progetto che possa ritenersi soddisfacente. L’amministrazione si muove nel solco della dirigenzializzazione dei funzionari, ritenendo questa una priorità e ciò evidentemente non soddisfa le aspettative di questa Organizzazione Sindacale che, lo ripetiamo, pretende un riordino dei ruoli che parta dal basso. Come abbiamo già più volte sostenuto, non può parlarsi di riordino senza prima affrontare il tema del riallineamento, per soddisfare il quale servono 5.5 milioni di euro che il Governo si dovrà impegnare a reperire con uno stanziamento diverso. Questa è stata la richiesta a chiare lettere del Si.N.A.P.Pe : si reperiscano i soldi per il riallineamento (il cui costo non può rientrare in quello riordinamentale) e si proceda poi al riordino partendo dai ruoli di base, per rispondere ad una filosofia di maggiore soddisfazione delle unità del Corpo. L’impianto prospettato è un impianto che vedrebbe una soddisfazione marginalissima in termini numerici. Per fare un esempio, la proposta relativa al ruolo dei sovrintendenti con promozione a “sostituto ispettore” consentirebbe l’aumento della dotazione organica complessiva del ruolo degli ispettori di 440 unità; di per contro agli attuali assistenti capi sarebbe consentito l’accesso al ruolo dei sovrintendenti con la dotazione organica rivista di 800 unità, a fronte di carenze per ogni singolo ruolo di almeno 2000 unità Possiamo permettere uno scempio del genere? Il Si.N.A.P.Pe ha detto NO. Si facciano riconfluire le risorse verso il basso e da li si parta per il riordino. Vi terremo aggiornati sugli sviluppi

Comunicato_riordino_incontro al DAP

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About Author: Marco Gordiani

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