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Riorganizzazione della geografia delle articolazioni del Si.N.A.P.Pe

Cari colleghi
In una ottica di riorganizzazione della geografia delle articolazioni del Si.N.A.P.Pe, Organizzazione Sindacale che da lunghissimo corso mi pregio di rappresentare, si è pensato di valorizzare diversamente il territorio emiliano, affiancando alla politica regionale già in atto un nuovo coordinamento, individuato proprio presso gli Istituti Penali di Parma.
La scelta nasce dalla consapevolezza di una realtà territoriale estremamente complessa e delicata, caratterizzata da peculiarità di rilievo, nella certezza di poterci attivare per essere insieme protagonisti di un cambiamento necessario.
Come ogni scelta concettuale, anche questa passa attraverso l’individuazione di persone fisiche da coinvolgere nel progetto, di valide unità con cui lavorare insieme seguendo un unico obbiettivo e abbracciando una comune filosofia sindacale.
La scelta è ricaduta su un sindacalista già noto nel territorio, Gianluca Giliberti, di indiscussa competenza e di certa dedizione.
Ma come ogni progetto agli albori, anche questo nostro progetto deve scontrarsi in maniera fisiologica con la corrente “contro”, perché è innegabile come la serrata dialettica fra sindacati a volte (purtroppo) si concentra non sui problemi reali e sulla costruttiva interlocuzione con la parte pubblica, ma sul discredito personale o di “giubba”.
A parte questa breve considerazione, di natura personale, la Segreteria Generale vorrebbe tuttavia chiarire un equivoco che pare essersi profilato all’orizzonte ad opera di una organizzazione che ha ritenuto, forse incautamente, di accusare uno dei nostri colleghi (per altro né iscritto al Si.N.A.P.Pe né delegato di questa O.S.) di strumentalizzazione del proprio incarico per attività di proselitismo in favore della sigla emergente nel penitenziario parmigiano.
Se da un lato l’esperienza mi porta a leggere anche una forma di lusinga nell’attenzione rivolta da altra O.S. che forse “teme” il progetto, dall’altro l’amarezza per episodi di tal genere (che appartengono ad un modo di fare attività sindacale che speravo essere desueto) non può essere celata. Se poi l’organizzazione di cui si discute esordisce con l’autoproclama della maggiore rappresentatività, devo necessariamente replicare segnando la differenza, non solo concettuale, ma sostanziale, fra quantità e qualità, rinviando a voi il “giudizio di qualità” se il servizio offerto e le priorità rappresentate sono quelle dell’attacco ad personam.
Il firmatario del documento di certo avrà modo di spiegare le proprie ragioni nelle sedi opportune, considerato che è intenzione di questa O.S. deferire la questione all’autorità giudiziaria, potendosi rilevare di primo acchito gli estremi di ipotesi di reato; per tanto null’altro si ritiene di dover aggiungere nel merito, quanto piuttosto rappresentare la solidarietà e il sostegno della Segreteria Generale al collega investito dal tentativo di discredito.
In conclusione, nella certezza di poter contare sull’attenzione di tutti gli operatori penitenziari di Parma, colgo l’occasione per augurare buon lavoro al nuovo gruppo sindacale e per rappresentare a tutti voi la disponibilità mia personale e della Segreteria Generale per un percorso di crescita comune.
Cordialmente

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About Author: Marco Gordiani