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STRUTTURA PROTETTA SANDRO PERTINI ROMA – Esito visita sui luoghi di lavoro in data 16/01/2017 come previsto dall’art. 5 co.6 AQN e dall’art. 51 co. 6 del D.lgs 81/08

Il giorno 16 gennaio u.s. la delegazione del SiNAPPe composta dalla sig.ra Emanuela Cicogna, dal sig, Valter Pierozzi e dal sig. Cesare Maltinti, alle ore 10,15 circa veniva ricevuta presso la struttura in oggetto dalla dott.ssa Antonella Rampazzi, coordinatrice del personale di Polizia Penitenziaria e dall’ispettore superiore Antonio Riga, preposto all’organizzazione del lavoro. Dopo i convenevoli saluti, il SiNAPPe chiedeva se il responsabile della struttura (ASL), abbia redatto una valutazione dei rischi in merito all’art. 17 del DLgs. 81/08. In risposta, ci veniva comunicato che più volte, anche tramite il responsabile del servizio di prevenzione e protezione di Rebibbia N.C., era stato richiesto al responsabile della struttura dell’ospedale senza averne ancora risposta. Appare piuttosto anomalo che dall’apertura della struttura (avvenuta nel 2005) ad oggi, si debba ancora chiedere se il DVR (Documento valutazione dei rischi) sia stato redatto o meno, visto che dovrebbe esserlo prima ancora dell’apertura di una struttura. E’ ancora più strano che nel 2005 il DVR doveva essere redatto in base all’ex DLgs 626/94 e solo dall’aprile 2008 in poi si parlerà del DLgs 81/08. La cosa che preme di più a questa delegazione è conoscere quali siano le procedure di evacuazione in caso d’incendio o calamità naturale, non esistendo un piano d’emergenza condiviso con il personale sanitario. Se si vuole interpretare la cartellonistica d’emergenza come da art.162 titolo V del DLgs 81/08, il personale dovrebbe percorrere due rampe di scale, aprire una porta d’emergenza, immettersi nella porta carraia uscire all’aperto percorrendo circa 20 metri, per trovarsi di fronte all’edificio a circa 10 metri, ritrovandosi alle spalle un muro i cemento armato alto una decina di metri, che delimita il perimetro della struttura. Inoltre nel lato sinistro è presente una centrale termica a gas di notevole importanza e di fianco, a circa 5 metri, un deposito di bombole sanitarie senza indicazioni se siano vuote o piene. Sul lato destro vi é un gruppo elettrogeno. Viene da se che chiamarla zona di sicurezza è un’espressione alquanto avventata. Giunti in porta carraia salta all’occhio che nella progettazione della stessa, evidentemente, non è stata presa in considerazione l’altezza dei veicoli che vi avrebbero transitato (ambulanze e blindati dell’Amministrazione). Si notano infatti vicino al box agenti, diversi abbassamenti del controsoffitto, dovuti
sicuramente a urti causati più volte dai mezzi suddetti.
Non si evince infatti alcuna cartellonistica stradale indicante divieto di transito agli
automezzi aventi un altezza tot, come già menzionato dall’art.162 del DLgs vigente.
Proseguendo nella visita si può notare come accanto alle celle adibite al transito dei ristretti
per le visite ambulatoriali, posto sul lato sinistro, si trova un estintore a co2 o biossido di carbonio.
E’ mero parere della scrivente O.S. che sarebbe più opportuno sostituirlo con un uno a
polvere (sito nel box agenti), in quanto il materiale ignifugo presente (sedie e tavolini in legno)
rientra nella classificazione dei solidi (classe A), mentre l’estintore a co2 è adatto per spegnimento
di fuochi di classe B e C, ovvero liquidi e gassosi.
Per ciò che attiene la tutela della salute del personale, viene riferito dall’Ispettore Superiore
che coloro che lavorano almeno 20 ore settimanale al PC, non viene sottoposto a visita oculistica da
oltre 5 anni, nonostante il titolo VII del DLgs. 81/08, agli articoli 174-175-176-177 in merito alle
attrezzature munite di videoterminali, disponga precise indicazioni per il corretto uso dei vdt e la
tutela della salute dell’operatore.
Ed ancora, si è notata una stanza nel corridoio, tra gli uffici vari, adibita ad archivio, con
scaffalature in metallo ancorate al muro, ad un’altezza di circa 4 metri, contenete faldoni.
Alla domanda relativa a chi fosse l’incaricato ad operarvi, la risposta è stata vaga, ovvero chi
capita prelevava i faldoni facendosi prestare la scala in alluminio (di circa 1 metro e mezzo di
altezza) dal personale sanitario.
Si rammenta che tale mansione é disciplinata dagli articoli 168 e 169 al titolo VI del Dlgs
81/08, con differenziazioni circostanziate circa la copertura del ruolo da parte di una donna o di un
uomo, relativamente al diverso peso previsto dalla normativa vigente.
E’ altresì importante che l’incaricato, una volta individuato, riceva una precisa informazione
sull’uso corretto per lo spostamento dei carichi, al fine di non incorrere a problemi muscoloscheletrici
derivanti da errata movimentazione.
Infine va sottolineata l’assenza di una rampa per disabili all’ingresso della struttura e la
carenza in più punti di telecamere di sorveglianza, cosa questa che diminuisce inevitabilmente la
sicurezza.
Certi che le anomalie evidenziate verranno analizzate e risolte a salvaguardia della salute del
personale ivi in servizio, si ringraziano la Coordinatrice e l’ispettore superiore per la cortesia
dimostrata durante la visita sui luoghi di lavoro.

SCMP Pertini – esito visita luoghi di lavoro 16.01.17

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About Author: Marco Gordiani

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