204 anni della Polizia Penitenziaria – NON SI POSSONO E NON SI DEVONO BARATTARE!!!

Gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria… tutti i colleghi che in questi ultimi giorni si stanno sentendo sviliti, umiliati, demotivati, arrabbiati per le modalità in cui si stanno raccontando gli eventi di Santa Maria Capua Vetere ad opera di stampa, mass media, garanti, giornalisti d’assalto…e infine detenuti… LORO…quelli che si ritrovano nonostante il vortice che li sta travolgendo senza distinzione alcuna, a continuare il loro silenzioso lavoro dopo questa vicenda…
Leggiamo con MOLTA AMAREZZA le parole proclamate in un comunicato diffuso ieri dall’ufficio stampa dell’Associazione nazionale dei Funzionari e Dirigenti del Corpo, nel quale, tra le varie rivendicazioni, viene paventata una richiesta di scioglimento del Corpo con conseguente transito “in altre forze di polizia”.
Si possono comprendere gli umani sentimenti che hanno investito tutti noi fin dalle prime notizie riguardanti i fatti di cronaca relativi alle presunte violenze perpetrate ai danni di detenuti del carcere campano… ma questi fatti hanno sconvolto le coscienze e gli animi di TUTTI GLI APPARTENENTI ALLA POLIZIA PENITENZIARIA…non solo gli appartenenti a quella Associazione!
Chi ha scritto il comunicato che oggi commentiamo…forse…AVREBBE DOVUTO METTERSI NEI PANNI del proprio personale prima di scrivere cose così forti…tra i 167 iscritti a quella associazione di certo ci sono Comandanti di Reparto, Vice comandanti, Coordinatori di Nuclei…come non pensare al personale che si sente ancora e comunque parte di questo Corpo!
La Polizia Penitenziaria ne ha sopportate di ogni…ma sentirsi SVILITI DALL’IDEA CHE i propri SUPERIORI…le loro presunte STELLE POLARI… paventino l’abbandono della “nave” dell’Amministrazione Penitenziaria…è una cosa che fa troppo male, anche se messa come provocazione!
Di questi 204 anni di storia appena festeggiati cosa ne vogliamo fare; il richiamo al dualismo divise/civili, in questo momento dove ci porta?
Ora più che mai dobbiamo richiamare piuttosto il nostro senso di appartenenza, la nostra storia – che ha permesso, tra l’altro, l’istituzione dei ruoli direttivi proprio per dare compiuta attuazione a dei vertici formati per dare supporto concreto al personale -.
Tutti siamo concordi nel rivendicare un’assoluta assenza di protocolli operativi in caso di gestione di eventi critici e un’esigenza di tutela del personale che si trova a svolgere con mezzi inadeguati il proprio mandato istituzionale in un sistema DELICATO, ma riteniamo che ora più che mai si debba essere uniti TUTTI INDISTINTAMENTE!
L’unica cosa che forse si dovrebbe fare sarebbe di contro cercare quel senso comune che ci appartiene, rinsaldare i nostri valori, quelli che ci hanno permesso di svolgere il nostro mandato fino ad oggi.
A prescindere da quale sarà l’epilogo, la vicenda sammaritana costituisce comunque un capitolo buio nella storia della Polizia Penitenziaria, senza vincitori né sconfitti! Ma non ci dimentichiamo che di strada i NOSTRI UOMINI E LE NOSTRE DONNE ne hanno fatta molta…204 ANNI, CHE DEBBONO ESSERE PORTATI SULLE NOSTRE SPALLE CON ONORE!