Un tavolo di alta interlocuzione quello che oggi ha caratterizzato il confronto sull’avvio delle procedure negoziali per il rinnovo del contratto collettivo del comparto Sicurezza e Difesa, scaduto al 31.12.2024 Il triennio contrattuale 2025-2027 pare caratterizzarsi da una buona celerità nelle procedure di rinnovo, o quanto meno da una prima conoscibilità delle risorse a disposizione. “Si sta valorizzando quello che era stato l’impegno del Governo, quel patto di legislatura, che oggi si traduce in forma concreta attraverso l’indicazione delle risorse messe a disposizione”. Queste le parole introduttive dell’intervento del Si.N.A.P.Pe che nel prosieguo ha fatto propri gli apprezzamenti espressi dall’Onorevole Delmastro circa la professionalità degli operatori di Polizia Penitenziaria che si declina in “sacrificio, celerità e tempestività di intervento”. La riconosciuta professionalità del Corpo deve trovare esaltazione anche in fase di rinnovo contrattuale con investimenti che valorizzino concretamente la specificità. In sede introduttiva sono state rese note le cifre a disposizione del Pubblico Impiego: 1,75 miliardi nel 2025; 3,55 miliardi nel 2026; 5,25 nel 2027. Se seguiamo il ragionamento fatto nella tornata precedente è plausibile ritenere che il 27% degli stanziamenti dei rinnovi del Pubblico Impiego venga destinato al Comparto Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico. La proiezione porterebbe ad un incremento retributivo complessivo pari al 5,4% a regime, con decorrenza dal 1° gennaio 2027 che dovrebbe consentire di recuperare il potere di acquisto perso con l’inflazione. IL Si.N.A.P.Pe, in linea di coerenza con le politiche da sempre sostenute in sede di contrattazione collettiva, sottolinea la centralità degli incrementi delle voci fisse e continuative e la necessità di sostenere le indennità esistenti. È questa la “strada maestra” – come sottolineato anche dal Ministro Crosetto – per recuperare il potere d’acquisto degli stipendi del personale in uniforme. Questo primo incontro è anche l’occasione per guardare ad un rinnovo contrattuale che esalti la specificità anche attraverso misure di sostegno al reddito coniugate con fiscalità agevolate, come ad esempio la detassazione delle indennità accessorie. Vi terremo aggiornati sugli sviluppi.
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RINNOVO CONTRATTUALE – Gli esiti del primo incontro
Un tavolo di alta interlocuzione quello che oggi ha caratterizzato il confronto sull’avvio delle procedure negoziali per il rinnovo del contratto collettivo del comparto Sicurezza e Difesa, scaduto al 31.12.2024
Il triennio contrattuale 2025-2027 pare caratterizzarsi da una buona celerità nelle procedure di rinnovo, o quanto meno da una prima conoscibilità delle risorse a disposizione.
“Si sta valorizzando quello che era stato l’impegno del Governo, quel patto di legislatura, che oggi si traduce in forma concreta attraverso l’indicazione delle risorse messe a disposizione”. Queste le parole introduttive dell’intervento del Si.N.A.P.Pe che nel prosieguo ha fatto propri gli apprezzamenti espressi dall’Onorevole Delmastro circa la professionalità degli operatori di Polizia Penitenziaria che si declina in “sacrificio, celerità e tempestività di intervento”.
La riconosciuta professionalità del Corpo deve trovare esaltazione anche in fase di rinnovo contrattuale con investimenti che valorizzino concretamente la specificità.
In sede introduttiva sono state rese note le cifre a disposizione del Pubblico Impiego: 1,75 miliardi nel 2025; 3,55 miliardi nel 2026; 5,25 nel 2027.
Se seguiamo il ragionamento fatto nella tornata precedente è plausibile ritenere che il 27% degli stanziamenti dei rinnovi del Pubblico Impiego venga destinato al Comparto Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico.
La proiezione porterebbe ad un incremento retributivo complessivo pari al 5,4% a regime, con decorrenza dal 1° gennaio 2027 che dovrebbe consentire di recuperare il potere di acquisto perso con l’inflazione.
IL Si.N.A.P.Pe, in linea di coerenza con le politiche da sempre sostenute in sede di contrattazione collettiva, sottolinea la centralità degli incrementi delle voci fisse e continuative e la necessità di sostenere le indennità esistenti. È questa la “strada maestra” – come sottolineato anche dal Ministro Crosetto – per recuperare il potere d’acquisto degli stipendi del personale in uniforme.
Questo primo incontro è anche l’occasione per guardare ad un rinnovo contrattuale che esalti la specificità anche attraverso misure di sostegno al reddito coniugate con fiscalità agevolate, come ad esempio la detassazione delle indennità accessorie.
Vi terremo aggiornati sugli sviluppi.
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