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Mancato recepimento delle nuove disposizioni sul congedo parentale – richiesta di immediato adeguamento da parte del DAP

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Mancato recepimento delle nuove disposizioni sul congedo parentale – richiesta di immediato adeguamento da parte del DAP

Febbraio 27, 2026 Sinappe Comments Off

Egregi in indirizzo,
la Legge di Bilancio 2026 ha introdotto un’importante estensione dei diritti in materia di congedo parentale per i genitori lavoratori dipendenti, ampliando il limite massimo di età del figlio entro cui è possibile fruire dell’astensione facoltativa dal lavoro, elevandolo da 12 a 14 anni.
L’intervento normativo modifica direttamente il Decreto legislativo 151/2001, senza incidere sulla durata complessiva del congedo, ma consentendone una più ampia e flessibile distribuzione temporale.
L’INPS, con messaggio n. 251 del 26 gennaio 2026, ha chiarito gli aspetti applicativi della modifica normativa, precisando che:
• dal 1° gennaio 2026 il congedo parentale per i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, può essere fruito entro i 14 anni di vita del figlio;
• in caso di adozione o affidamento, entro 14 anni dall’ingresso in famiglia, purché non sia intervenuta la maggiore età;

  • indennità 80% per i primi tre mesi di congedo, elevando la retribuzione rispetto alla norma base, entro i primi 6 anni di vita del bambino.
    • restano invariati i limiti complessivi di durata (10 mesi tra i genitori, elevabili a 11 in presenza di determinate condizioni; 11 mesi per il genitore solo);
    • i periodi possono essere fruiti in modalità continuativa o frazionata, anche contemporaneamente tra i genitori.

Per il personale delle amministrazioni pubbliche, la gestione delle istanze compete direttamente alle rispettive Amministrazioni di appartenenza.
Alla luce di quanto sopra, si rileva come, ad oggi, non risulti ancora emanata alcuna circolare applicativa da parte di codesto Superiore Ufficio che recepisca formalmente le nuove disposizioni e ne disciplini l’immediata applicazione per il personale del Corpo di Polizia Penitenziaria.
Tale ritardo sta generando un evidente pregiudizio per il personale interessato, che si vede di fatto impedito nell’esercizio di un diritto già pienamente riconosciuto dall’ordinamento a decorrere dal 1° gennaio 2026.
Si chiede pertanto di conoscere le motivazioni per le quali non sia stata ancora emanata la necessaria circolare di recepimento e quali saranno i tempi previsti per l’adeguamento formale delle disposizioni interne.
Si sollecita a tal uopo un tempestivo intervento chiarificatore, al fine di garantire certezza del diritto e uniformità applicativa su tutto il territorio nazionale, nel pieno rispetto delle prerogative riconosciute ai lavoratori dipendenti dalla normativa vigente.