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EMERGENZA CARCERI – inarrestabile scia di fenomeni violenti ai danni della polizia penitenziaria – fenomeni etero aggressivi fra detenuti e il presunto omicidio di Prato - richiesta misure di intervento e dichiarazione dello stato di emergenza

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EMERGENZA CARCERI – inarrestabile scia di fenomeni violenti ai danni della polizia penitenziaria – fenomeni etero aggressivi fra detenuti e il presunto omicidio di Prato – richiesta misure di intervento e dichiarazione dello stato di emergenza

Agosto 6, 2026 Sinappe Comments Off

Illustrissimi in indirizzo,
Negli ultimi giorni questa Organizzazione Sindacale ha prodotto copiosa corrispondenza indirizzata all’Amministrazione Penitenziaria denunciando l’acuirsi del fenomeno violento agito all’interno degli Istituti Penitenziari, ai danni del personale.
Emblematico, ma non di certo esaustivo della descrizione dello status quo, è il caso di Bologna ove si è registrata una sequela di eventi critici a carattere etero aggressivo che hanno prodotto lesioni gravi al personale in uniforme.
L’ultimo caso si è registrato nella giornata di ieri – 5 agosto – in data coeva con la pubblicazione ad opera dell’Associazione Antigone, del rapporto semestrale sullo stato delle carceri.
“Condizioni al limite della sopravvivenza” denuncia l’associazione, in uno stato di endemico ed irrisolvibile sovraffollamento.
Non si presta a smentita l’assunto che le condizioni disumane della detenzione contribuiscono ad alimentare un clima di tensione che sfocia nell’eteroaggressività. Ed è particolarmente inquietante che nella medesima data – che sarà ricordata come una brutta pagina della storia delle carceri – si è consumato un omicidio all’interno di una camera di pernottamento del penitenziario di Prato, stando a quanto ipotizza la locale Procura della Repubblica che indaga sul decesso di un giovane nigeriano.
Appare nella sua incontrovertibile evidenza come il “sistema Carcere” versi in uno stato di emergenza a cui deve rispondersi con misure straordinarie decretandone, appunto, lo stato emergenziale.
Le iniziative legislative poste in campo, il piano di incremento delle capienze e finanche il piano assunzionale non sono da soli in grado di arginare un fenomeno – quello violento – la cui recrudescenza riporta alla mente gli inizi degli anni ’90.
Servono misure ulteriori, la costituzione di una unità di crisi permanente, un approccio sistemico che risponda in maniera concreta alle necessità di sicurezza intramoenia.
Sulla base di queste riflessioni si auspica la convocazione di un tavolo per l’analisi congiunta dello status quo, al fine di comprendere le strategie che vorranno mettersi in campo sia sotto il piano legislativo che sotto il piano amministrativo.