Malessere dei poliziotti penitenziari in servizio a causa del gran caldo. Ripristino Impianto di Aria condizionata

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Cortese Direttore,
ci risiamo !!!
Arriva il primo caldo e veniamo contattati anche quest’anno da una moltitudine di poliziotti penitenziari che lamentano malesseri dovuti allo stesso!
Il problema è sempre lo stesso, l’impianto di aria condizionata che non funziona, con la differenza ancora più grave, rispetto agli anni passati, che ad essere interessati dal problema non è un settore o alcuni settori dell’istituto, ma “parrebbe l’intero istituto.

E’ indubbio che a soffrire maggiormente sono i poliziotti che prestano servizio all’interno dei reparti detentivi, perché non hanno finestre da poter aprire per provare a realizzare un circolo di aria dall’esterno, e lavorano a contatto con apparecchiature che emanano calore, come i monitor di sorveglianza e di apertura/chiusura cancelli, o come nel caso della portineria al femminile e allo smistamento al maschile, con delle cabine elettriche attraversate da grossi fili di luce.

L’Organizzazione Sindacale SiNAPPe è molto preoccupata, perché stiamo parlando delle primissime ondate di caldo, e NON vogliamo sentire i nostri poliziotti lamentarsi per ulteriori giorni a causa di sintomi riconducibili all’eccessivo caldo in una struttura ancora Nuova e dotata di impianto di climatizzazione.

Pertanto, Voglia con estrema sollecitudine Attivarsi per effettuare le sanificazioni che prevengano la possibile diffusione del CoVid-19 con l’aria condizionata ed Avviare prontamente la completa funzionalità dell’impianto, così da evitare innanzitutto che i poliziotti patiscano
malessere lavorativo, e di conseguenza debbano ricorrere legittimamente alle cure del caso mediante dichiarazione di stato di malattia, aggravando la situazione per chi continua a lavorare, in considerazione che ci troviamo in un periodo difficile per il piano ferie estivo in corso, in cui si
lavora prettamente con turni di n.8 ore.

Nel precisare che l’Art. 3 comma 2 del Protocollo di Intesa Regionale, prevede che le note sindacali contenenti argomenti che assumano, de visu, carattere d’urgenza, come la presente, devono essere riscontrate entro un ristretto numero di giorni, in deroga ai 30 giorni massimi previsti, si attende un pronto riscontro e si porgono sinceri ossequi.