Assegnazione degli agenti 180° Corso – situazione alloggiativa – URGENTI DELUCIDAZIONI

Egregio sig. Direttore Generale,
nella giornata di ieri gli agenti del 180° Corso hanno raggiunto la sede di prima assegnazione, come da Sua disposizione, per iniziare l’agognato percorso professionale.
Nonostante la Sua indicazione affinché le Direzioni degli Istituti che hanno ricevuto i neo agenti avessero l’attenzione di “curare la giusta accoglienza di tale personale al fine di facilitarne l’inserimento nell’organizzazione e la conoscenza del nuovo contesto operativo e sociale” ciò che sta accadendo rasenta l’inverosimile.
Come se il processo di mobilità del personale e di prima assegnazione fossero dei fulmini a ciel sereno a Cremona, a Ferrara, a Venezia (solo per citare alcuni istituti della Penisola) le giovani leve sono state accampate malamente nella sala conferenza, nelle stanze sindacali (“requisendo” quelle di alcune sigle non certo quella dell’egemonica autonoma) oppure dirottandoli a Mestre o a Padova (nella migliore delle ipotesi) nel caso degli istituti della Serenissima.
Possibile che l’Amministrazione Penitenziaria non abbia piena contezza delle condizioni alloggiative delle caserme?
È tollerabile dover ricorrere, all’ultimo momento, alle brandine da campo per allestire degli indecorosi spazi alloggiativi per il personale di prima nomina?
Possibile che gli Uffici preposti, dell’articolazione centrale e regionale, non abbiamo interagito con ogni singola Direzione penitenziaria informando del “flusso” di personale in arrivo? Ha senso parlare di programmazione del piano di distribuzione del personale e di pianificazione delle attività?
Cosa mai potrà accadere quando il Suo Ufficio dovrà procedere all’assegnazione in prima nomina degli Agenti del Corpo di polizia penitenziaria che frequenteranno il prossimo 181° Corso (1.109 uomini, 370 donne) per un totale di 1479 posti?
Pensare che delle giovani donne e dei baldi giovanotti appena usciti dalle Scuole di Formazione con un ricco background formativo e culturale abbiano dovuto trovarsi una sistemazione immediata a proprie spese (B&B, hotel, ecc.) perché l’Istituto sede di assegnazione non ha disponibilità alloggiativa alcuna azzera, in un sol colpo, l’idealismo della missione professionale.
Cosa potranno dire il direttore del penitenziario ed il comandante del Reparto ai nuovi arrivati quando dovranno illustrare l’assetto organizzativo dell’Istituto?
Proprio perché un adeguato livello di benessere si riverbera, inevitabilmente, sull’operativa quotidiana e sulla tenuta della singola struttura organizzativa, è necessario un urgente piano di intervento per normalizzare la situazione, affinché ogni unità di personale possa essere dignitosamente ospitata nella relativa caserma agenti.