Atti di vandalismo contro l’istituzione “Carcere” e contro la Polizia Penitenziaria – Richiesto urgente intervento di analisi

Esimio Presidente,
a distanza di soli due giorni dai gravi accadimenti verificatisi a Torino, dove un corteo di anarchici si è mosso in direzione “Le Vallette” (ove erano stati condotti alcuni loro compagni arrestati per i disordini e le violenze durante lo sgombro del centro sociale “L’Asilo”) ed ha lanciato bombe carta verso la recinzione del carcere, a Saluzzo un furgone blindato della polizia penitenziaria, è stato dato alle fiamme da ignoti.
Da quanto riporta la stampa, fermi gli esiti delle indagini che si svolgeranno sul caso, pare che l’origine dolosa del gesto sia stata confermata dalla presenza di uno straccio imbevuto di liquido infiammabile sotto il mezzo (al quale inoltre sono stati squarciati gli pneumatici) e dalla dichiarazione di alcuni testimoni che hanno visto un uomo allontanarsi velocemente dal furgone dopo l’accaduto.
L’allarme che ne consegue non è sottinteso e non può di certo circoscriversi al solo territorio piemontese ma ha evidente respiro più ampio e non intercettabile a monte. Ne costituiscono segnale concreto le proteste dentro e fuori dalle carceri registrate nell’ultimo periodo. Vedasi i fatti di Trento, Bollate e Napoli; in quest’ultimo, unitamente alla protesta rumorosa posta in essere dai detenuti, alcuni familiari hanno assalito con lanci di pietre, la cancellata del parcheggio riservato agli agenti, impedendo a questi l’uscita.
Lo abbiamo affermato parlando delle questioni legate al terrorismo e lo ribadiamo ancora una volta: il segnale di come il carcere ed il Corpo di Polizia Penitenziaria, costituiscano un obbiettivo sensibile, è concreto.
Situazioni del genere non possono essere sottovalutate e devono spingere i Vertici politici di questo Paese a rivedere la sicurezza dei Penitenziari, non solo per la tutela di chi vi lavora, ma per la salvaguardia della società civile.
Per questo motivo in ragione della Sua partecipazione di diritto ai lavori del Comitato Nazionale dell’Ordine e della Sicurezza Pubblica, si chiede di voler interloquire con il Presidente e l’intero Comitato al fine di affrontare compiutamente l’emergenza di caratura nazionale al fine di analizzare il fenomeno e mettere in campo le misure necessarie per il suo contenimento, a tutela dell’incolumità del personale di Polizia Penitenziaria.
Voglia nel contempo adottare tutte quelle misure provvisorie che riterrà utili per una maggiore sicurezza del personale.