Bando di concorso per 411 vice ispettori del Corpo di Polizia Penitenziaria – Richiesta revisione

Illustrissimo Direttore Generale,
si fa seguito a precedente corrispondenza in relazione al trattamento di missione da riconoscere al personale di polizia penitenziaria che prenda parte al concorso di cui all’oggetto.
La peculiare posizione di costoro, per l’appunto già appartenenti al Corpo e pertanto già ritenuti idonei al servizio incondizionato nella Polizia Penitenziaria, apre nuovi interrogativi in merito all’iter concorsuale, anche e soprattutto in ragione del confronto fra il bando in esame e quello per 120 Commissari del Corpo.
Tale ultimo bando esclude espressamente dalle prove di efficienza fisica e dagli accertamenti fisici e psico-attitudinali coloro che concorrono per l’aliquota riservata agli interni. Medesima esclusione, incomprensibilmente, non è stata effettuata per
il bando 411 vice ispettori.
Ma la questione non si esaurisce solo in relazione a coloro che abbiano avanzato domanda da interni; essa si estende anche a coloro (già appartenenti al Corpo) che – privi dei requisiti di anzianità di servizio – non hanno potuto avvalersi dell’opzione della riserva.
Difficilmente si comprenderebbe la ratio di sottoporre a nuovo accertamento fisico e attitudinale personale che la stessa amministrazione ha già dichiarato idoneo in altre procedure concorsuali.
Orbene, considerato il parallelismo innanzi tracciato, si voglia rettificare il bando escludendo l’effettuazione delle prove fisiche e attitudinali per i partecipanti all’aliquota interna, al pari della procedura per 120 commissari; si voglia altresì valutare la medesima modifica anche in favore dei concorrenti “esterni” ma già appartenenti al Corpo.
Ciò anche al fine di una maggiore speditezza della procedura concorsuale.