C.C. Bologna – Esito visita luoghi di lavoro

Egregio Direttore, nel ringraziare Lei e il Comandante dell’istituto bolognese, Dirigente della Polizia Penitenziaria Di Caterino, della cordialità con cui nella giornata di ieri, venerdì 25/06/2021, ha accolto la delegazione del Si.N.A.P.Pe, composta dal Segretario Nazionale Antonio FELLONE, dagli scriventi vice segretari regionali Anna LA MARCA e Nicola D’AMORE ci tenevamo a complimentarci sia per come è stata gestita la pandemia e per il piano vaccinale effettuato ma soprattutto per aver terminato i lavori del nido all’interno della sezione femminile.
Bisogna ammettere che, al di là della convinzione di questa O.S. che nessun bambino dovrebbe varcare il cancello di un carcere per restarvi assieme ad un adulto con un regolare provvedimento restrittivo della di lui libertà personale, c’è stata un’attenzione alla cura dei particolari che merita un plauso ed un doveroso GRAZIE. Abbiamo notato come sia stato creato un ambiente “casalingo” ma ricco di comfort e sicurezza per l’incolumità dei minori che saranno ospitati. Non ci è sfuggito il particolare dei paraspigoli alle finestre a forma di manina né il fasciatoio con la vaschetta per il bagnetto, né tanto meno il copriletto colorato o l’abat-jour sul comodino. La cucina comune è davvero molto funzionale e la stanza dei giochi è ricca di particolari. Complimenti davvero, l’attesa è stata ampiamente ripagata.
Riguardo al delicato tema dei bambini in carcere, questa O.S. non condivide nessuna posizione, magari accennata e supportata da altre sigle, ostativa all’inaugurazione e all’apertura della sezione nido pur rimanendo convinta, lo si ribadisce, che i bambini non dovrebbero mai entrare in carcere perché LORO non devono patire e soffrire di inutili dolori. Siamo altresì convinti che, se il legislatore ha disciplinato la materia, la Polizia Penitenziaria non può che eseguire e al meglio delle proprie potenzialità senza aggravare in pejus solo perché ritiene che la sua mansione potrebbe essere caricata di una nuova incombenza. Non sappiamo se e quando entrerà un minore a Bologna. Porsi con pregiudizio dinanzi ad un’esigenza organizzativa che riguarda un minore, è, a modesto parere di chi scrive, mettere in risalto un analfabetismo istituzionale e un inguardabile individualismo che mette da parte ogni briciolo di coscienza.
La visita all’interno della sezione nido e la notizia degli imminenti lavori che riguarderanno l’automatizzazione dei cancelli al piano terra giudiziario sono riusciti a rendere un po’ più dolce anche la notizia del temporeggiamento, non per volere della struttura bolognese, sul trasferimento del detenuto che sta impegnando oltremodo i poliziotti della Dozza con comportamenti offensivi e altamente pericolosi. Prendiamo atto delle difficoltà gestionali e dell’impegno da Lei profuso a che l’istituto che dovrebbe accettare il detenuto di cui trattasi indichi una data certa e nel breve periodo. Purtroppo, accertiamo in molti istituti del distretto, una difficile gestione di detenuti psichiatrici e problematici che, secondo noi, dovrebbero stare in strutture ben differenti dal carcere. Il personale, in virtù della presenza di questi soggetti, vive ed opera in situazioni di costante emergenza e contrasto perchè si trova di fronte a persone, seppur detenute, che necessitano, urlano e rivendicano il loro diritto alla salute.
Il carcere è un luogo gravido di contraddizioni, di scontro tra vecchio e nuovo, tra emancipazione e conservatorismo, tra legalità ed illegalità; spetta a noi operatori, tutti, ridurre questi contrasti stridenti e, talvolta, incomprensibili. Solo con un lavoro sinergico si possono ottenere risultati duraturi ed efficaci.
Altra nota dolente, forse quella più incisiva, riguarda l’area trattamentale. Troppi pochi educatori rispetto al numero di detenuti per cui risulta anche poco attuabile un discorso legato ad un trattamento individualizzato e mirato. Compendiamo bene che sulla scarsità dell’organico non è competente la Direzione né il Comando ma forse, e diciamo forse, un piccolo impegno in più, da e con gli educatori attualmente presenti, potrebbe essere un modo per limare alcune frizioni che talvolta sono davvero inutili.