C.C. Caltanissetta – Pregiudizio per il personale – Protocollo quadro per la prevenzione e la Sicurezza nei luoghi di lavoro in ordine all’emergenza sanitaria da Covid

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Gentile Provveditore, la scrivente organizzazione sindacale ha appreso che il dipendente del Corpo di Polizia Penitenziaria, temporaneamente assegnato presso l’Ufficio Conti Correnti, al fine di poter proseguire la propria attività in sicurezza, essendo soggetto rientrante nella classificazione di -lavoratore fragile- di cui all’art.26, comma 2, D.L. 104/2020 (conv.L.126/2020), sarà restituito al Servizio a Turno d’Istituto.

A questo punto è bene evidenziare che in data 9 novembre 2020 è stato sottoscritto, tra il PRAP Sicilia e le OO.SS. regionali, il Protocollo quadro per la prevenzione e la Sicurezza nei luoghi di lavoro in ordine all’emergenza sanitaria da Covid-19, poi è stato sottoscritto tra la Direzione della CC di Ragusa e le OO.SS. a livello locale nei quali, sono dettagliatamente previste le norme e i comportamenti da adottare anche a garanzia dei lavoratori cd. “fragili”.

Il predetto Protocollo quadro sottoscritto in data 9 novembre 2020, recita: “… Il datore di lavoro, ove non vi abbia già provveduto, aggiorna e integra il documento di valutazione dei rischi con il coinvolgimento del R.S.P.P., del medico competente e del R.L.S., identificando – durante il periodo di emergenza – misure organizzative, di prevenzione e protezione adeguate al rischio di esposizione a SARS-Cov-2, nell’ottica della tutela della salute dei lavoratori e dell’utenza e ponendo particolare attenzione ai lavoratori CDA “fragili” e ai dipendenti di figli minori, in conformità alle specifiche previsioni normative in materia.”, aggiungendo, inoltre, dettagliati provvedimenti e adempimenti in capo al Provveditore: “Il Provveditorato attua un’azione d’informazione, formazione, coordinamento, impulso, e indirizzo a favore dei Dirigenti in servizio, affinché possa essere garantita la più funzionale attuazione del presente Protocollo in riferimento agli ambiti di materia trattati”.

Ancora, sempre lo stesso Protocollo quadro sottoscritto in data 9 novembre 2020, ha stabilito che: “Le Direzioni degli Istituti penitenziali hanno cura di promuovere il confronto con le Organizzazioni sindacali di riferimento in merito al “Protocollo Quadro per la Prevenzione e la Sicurezza nei luoghi di lavoro in ordine all’emergenza sanitaria COVID-19”, operazione avvenuta con la sottoscrizione del protocollo in sede locale.

Il predetto protocollo, inoltre, stabilisce che : “Il Provveditorato si impegna ad effettuare un monitoraggio periodico sulla corretta applicazione del Protocollo stesso allo scopo di garantire la piena efficacia ed effettività delle misure ivi richiamate i cui esiti verranno comunicati mensilmente alle Organizzazioni sindacali. Tanto al fine di garantire, nell’organizzazione dei servizi e del lavoro, il rispetto delle norme emanate nel corso dello stato di emergenza sanitaria da Covid-19, dei protocolli e accordi eventualmente sottoscritti nelle varie articolazioni territoriali, nonché di promuovere il confronto sugli aspetti del presente Protocollo, anche con riferimento alle ulteriori esigenze che potranno emergere dalle specificità delle attività e del lavoro svolto nelle diverse realtà.”, condizione per la quale la scrivente O.S. chiede alla S.V. di voler intervenire in tempi estremamente rapidi per evitare ulteriori problemi e stress al dipendente interessato.

A questo punto è necessario fare chiarezza sui lavoratori definiti fragili: 

  • il Ministero del lavoro di concerto con il dicastero della Salute è intervenuto con la Circolare n. 38 del 4 settembre 2020 con lo scopo di definire la tutela della salute dei lavoratori maggiormente esposti ai rischi da contagio COVID-19.La Circolare n. 38 afferma, inoltre, che i lavoratori con patologie a scarso compenso clinico (come malattie cardiovascolari, respiratorie o metaboliche) possono chiedere al datore di lavoro l’attivazione di misure di adeguate misure di sorveglianza sanitaria;
  • Nel documento, richiamando la Circolare del Ministero della salute datata 29 aprile 2020, si individuano i cosiddetti “lavoratori fragili” coloro, per intenderci, che in caso di positività al virus SARS CoV-2, rischiano gravi ripercussioni alla salute se non addirittura la morte;
  • Pare opportuno ricordare chi sono i lavoratori fragili Covid, “Sono da considerarsi fragili quei lavoratori che, a causa di una patologia preesistente, sono esposti al rischio di un esito grave o infausto dell’infezione da COVID-19”, accompagnata da patologie preesistenti e non certamente, solamente, quelli individuati nella legge cui lo stesso fa riferimento.

Provveditore, riteniamo utile ribadire quanto già detto in passato che, il dipendente in questione è stato sottoposto a visita medica interna e presso la strutture pubblica, al fine di stabilire l’idoneità delle mansioni svolte e delle misure di protezione adottate dall’azienda nel proteggerlo dai rischi del virus COVID, di cui l’Amministrazione è in possesso.

Purtroppo, già in passato il Dr. Mortillaro aveva confuso la norma, la vicenda assolutamente anomala, ha attirato l’attenzione non solo del restante Personale, ma anche della scrivente O.S. che chiedeva urgenti delucidazioni circa la conformità o meno della descritta procedura ma, nostro malgrado, dobbiamo dire che nulla è stato fatto e che, ancor peggio, pare si torni nuovamente a commettere gli errori precedenti.

L’assurdità della vicenda, sta nel fatto che al dipendente, giustamente, preoccupato per la propria salute che ha comunicato, attraverso il proprio legale di fiducia, l’impossibilità ad assumere servizio in situazioni di grave pregiudizio per la propria condizione di lavoratore fragile, gli è stato aperto il procedimento disciplinare.

Per quanto sopra, al fine di evitare che la vicenda possa assumere contorni a dir poco preoccupanti e poco gratificanti per l’Amministrazione Penitenziaria, s’invita la S.V. a voler intervenire immediatamente.
In attesa di cortese sollecito riscontro, ringraziamo anticipatamente e inviamo Distinti Saluti.