C.C. Catanzaro – Indennità di presenza per il personale di Polizia Penitenziaria operante al rilascio colloqui

Egregio Direttore,
già con nota Gdap 0034052 del 30.01.2015 la Direzione Generale del Personale e della Formazione ha inteso evadere ogni sorta di dubbio sull’ indennità oggetto della presente, chiarendo in modo indubbio la competenza della valutazione sulla spettanza della stessa, precisando che: “

Questo Ufficio ritiene che la spettanza dell’indennità debba essere determinata in ambito locale, dal dirigente responsabile della struttura: solo tale organo, infatti, può appurare in concreto le situazioni logistiche, organizzative ed operative che sono previste dai modelli di organizzazione del lavoro, in aderenza al dettato normativo”.

Com’ è noto il posto di servizio denominato “Rilascio Colloqui” non è situato in una struttura a se stante, bensì condivide un unico ambiente con la così detta “Buca Pranzo” nella quale è prevista la presenza di più detenuti che svolgono la loro attività lavorativa;

E’ altresì rilevante considerare la posizione di tale struttura, la quale si trova inglobata nel “Muro di cinta” con un ingresso-uscita anche dalla parte interna dello stesso.

Appare doveroso indicare che oltre alla costante presenza dei detenuti, il personale impiegato nel rilascio colloqui quotidianamente offre il proprio contributo operativo al block house durante l’orario che va dalle 07.00 alle 08.00 a.m. e a volte adoperandosi affinché il collega in servizio presso il block house abbia la possibilità di poter effettuare il pranzo, in più gli stessi operatori di Polizia Penitenziaria permangono durante l’arco della giornata lavorativa presso il block house al fine di consentire l’ingresso dei familiari della popolazione detenuta e conducendoli all’interno della sala d’aspetto.

Si ritiene opportuno rappresentare che il personale ivi operante si occupa anche di ricevere e custodire il denaro che gli stessi familiari depositano per i propri congiunti detenuti, facendosi carico di una responsabilità che normalmente, al personale civile dello stato viene retribuita con una indennità di cassa, così come previsto dal Decreto del Presidente della Repubblica del 5 maggio 1975, n° 146 art. 4, nel quale si stabilisce che per gli impiegati civili dello Stato, di ruolo e non di ruolo, che per legge o semplicemente in base ad un provvedimento formale vengono impiegati in servizi che comportino maneggio di valori di cassa dal quale possono derivare rilevanti danni patrimoniali, compete una indennità giornaliera, quantificata sulla base del denaro di cui si diviene responsabili; tale indennità per la Polizia Penitenziaria, nonostante venga impiegato in tali incombenza, non è prevista esponendo così gli stessi ad un ulteriore rischio.

Sottolineando l’importanza che tale questione assume per il personale di Polizia Penitenziaria voglia la S.V. verificare quanto fin qui esposto, ed essendo l’unico soggetto legittimato a determinare l’attribuzione di tale indennità, valutare la corresponsione della stessa al personale de quo.
In attesa si porgono Cordiali Saluti.