C.C. Melfi – gravi carenze di organico e ridefinizione strutturale interna ai reparti – richiesta urgenti interventi

Esimi in indirizzo,
Pochi giorni or, con nota congiunta delle articolazioni territoriali delle organizzazioni Sindacali maggiormente rappresentative, veniva rappresentato a codesti Uffici la grave situazione che continua a persistere nel carcere di Melfi ove, in seguito ad un pesante deficit sull’organico effettivo, si registrano gravi difficoltà gestionali che andranno ad aggravarsi in ragione del decreto di modifica di un settore che sarà destinato ad ospitare detenuti AS2.
Nello specifico, come si è avuto modo di sintetizzare in precedente corrispondenza, la Casa Circondariale di Melfi si attesta intorno ad uno scarto di circa il 17% fra organico previsto ed organico presente; deficit che tocca soglie del 50% se si osservano i soli ruoli degli ispettori
(6 presenti a fronte dei 13 previsti) e dei sovrintendenti (8 a fronte dei 15 previsti).
Le carenze, come si diceva in intro, verranno ad aggravarsi a seguito della rimodulazione operativa di un reparto detentivo interno attualmente dismesso (con passaggio da giudiziario a reparto AS2); rimodulazione che richiederà per il funzionamento del reparto circa il 30% in più di personale prima necessario per il medesimo reparto ante mutazione. Premesso che si è già chiarita la netta e compatta posizione sindacale di contrarietà all’attivazione del nuovo reparto in assenza di integrazione significativa di personale, con la presente si vuole sensibilizzare altresì ad attuare urgenti correttivi in merito agli esiti dell’ultima mobilità.
Si ha, infatti, contezza che le unità destinate al penitenziario in argomento costituiscono un incremento solo figurativo a cui non corrisponde alcun reale incremento della forza disponibile; situazione a cui fa da contraltare l’effettiva uscita di personale da Melfi materialmente e non solo amministrativamente trasferito altrove.
Ciò posto, attesa la gravissima condizione che si è determinata, si chiede di procedere senza indugio ad adottare i correttivi necessari o attraverso lo scorrimento della graduatoria o attraverso provvedimenti temporanei in attesa della prossima tornata di mobilità.