C.C. Milano San Vittore – Aggressione al personale di Polizia Penitenziaria

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Egregio Direttore,
corre l’obbligo di dover segnalare, nostro malgrado, il gravissimo episodio di aggressione verificatosi in data 18 dicembre u.s., ai danni di un Agente di Polizia Penitenziaria in servizio presso una sezione detentiva di questo istituto, da parte di un detenuto nord africano.

L’Agente di Polizia Penitenziaria in questione, si apprestava ad aprire la camera detentiva al fine di consentire al detenuto aggressore la fruizione dell’ora d’aria, nel mentre e senza alcuna apparente motivazione subiva una violenza fisica inaudita. Per fortuna, grazie all’intervento solerte ed esemplare di alcuni detenuti si è potuto evitare il peggio. Aggressione che avrebbe visto la necessità di un immediato intervento presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale San Giuseppe, nel quale i medici avrebbero riscontrato oltre a varie escoriazioni anche una frattura alle ossa nasali con prognosi di quindici giorni. In merito, il Si.N.A.P.Pe esprime sentimento di forte solidarietà e grande vicinanza per il vile gesto di cui è rimasto vittima il nostro collega nell’espletamento del proprio dovere.

Nel formulare pertanto sinceri auguri di pronta e completa guarigione al nostro collega, invitiamo lo stesso a considerarci come sempre vicini e pronti, qualora lo reputasse necessario, ad offrirgli il nostro pieno e incondizionato sostegno.

Fatta questa breve premessa, il Si.N.A.P.Pe più volte è intervenuto con note sindacali al fine di evidenziare alle Autorità competenti la nostra forte preoccupazione per la situazione presente nell’istituto in oggetto, rappresentando alle predette che la mancanza di organico, disorganizzazione e troppa flessibilità e leggerezza nella gestione di alcune situazioni operative dovute soprattutto alle mancanze di personale stesso, espone ogni giorno i poliziotti penitenziari a rischi per i quali solo le fortunose circostanze evitano spesso la peggio.

Ormai l’effetto, quell’effetto domino delle attività di prevenzione sono saltate e l’Amministrazione è paralizzata da una continua e costante regressione del sistema, il quale per mancanza di uomini e fondi non può più attendere alle regole d’ingaggio e di prevenzione e soddisfare, come sarebbe necessario, la sicurezza e l’incolumità dei propri uomini.

Il Si.N.A.P.Pe ritiene vergognoso che in uno Stato moderno, in uno Stato di diritto come quello Italiano, la sicurezza della salute e dell’incolumità dei poliziotti sia lasciata al caso, sia lasciata gestita sempre più a uomini che per fortuna in queste occasioni tirarono fuori l’orgoglio e la propria determinazione per andare avanti e garantire quindi il proprio dovere istituzionale. Il poliziotto se la caverà con quindici giorni di cure ma quello che fa male non è il fisico, è il morale e soprattutto diventa sempre più difficile non avere timore, non dei propri interlocutori perché è comunque un mestiere rischioso e ne siamo coscienti, ma si ha paura della disorganizzazione e della mancanza di tutela che lo stato dovrebbe fornire ai propri servitori e invece è diventata la prima voce da tagliare per far quadrare i bilanci.

Il Si.N.A.P.Pe, nell’esprimere nuovamente la propria solidarietà al collega aggredito e al personale di Polizia Penitenziaria che, con esemplare spirito di sacrificio, continua a garantire quanto previsto dal mandato istituzionale del Corpo nell’istituto di San Vittore, Le chiede di prendere immediatamente i provvedimenti che riterrà opportuni affinché si arrivi, quanto prima, a garantire sia l’invio di un congruo numero di unità di Polizia Penitenziaria per l’Istituto al fine di ottenere sia una migliore e condivisa organizzazione del servizio del personale stesso. Resta nell’attesa di conoscere le iniziative che si riterrà di adottare, si testimonia ancora una volta la vicinanza al personale in servizio presso il carcere di Milano San Vittore, al quale va un plauso per lo spirito di abnegazione che lo ha sempre contraddistinto nel supplire alle carenze gestionali di una Direzione troppo arroccata sulla propria posizione e si auspica una celere soluzione ai problemi che stanno causando il defenestramento del personale.

Si ringrazia per la cortese attenzione, con l’occasione si porgono deferenti saluti.