C.C. Pescara – Grave Rischio per i Lavoratori

Siamo a conoscenza che in data 25 Giugno 2021 i Rappresentanti per la Sicurezza dei Lavoratori (R.L.S.) hanno effettuato un sopralluogo parziale nei vari luoghi di lavoro della Casa Circondariale di Pescara, quello che è emerso è a dir poco sconcertante! Ai punti 15 e 17 della relazione che qui alleghiamo, notiamo che presso il Capannone Lavorazione Calzoleria Pelletteria e Archivio è stato disattivato/messo fuori uso l’impianto ANTINCENDIO, IL SISTEMA NON HA LA POSSIBILITÀ DI ENTRARE IN FUNZIONE IN MODO AUTOMATICO in quanto sugli sprinkler mancano tutti gli elementi termosensibili. Per dare modo a tutti di comprendere, lo sprinkler (letteralmente “spruzzatore”) è un sistema automatico di estinzione a pioggia; ha lo scopo di rilevare la presenza di incendio e di controllarlo in modo che l’estinzione possa essere completata con altri mezzi, oppure di estinguerlo nello stadio iniziale.
Notiamo, come descritto nel rapporto degli RLS, che anche gli estintori predisposti sono in unità esigue, non segnalati adeguatamente e non visibili, le USCITE DI SICUREZZA SONO BLOCCATE O CHIUSE A CHIAVE!
Emerge dalla relazione che: tutti i lavoratori all’interno del Capannone Calzoleria/Pelletteria sono chiusi a chiave con le uscite di sicurezza bloccate, numero estintori esiguo, elevatissimi volumi di cartoni e gomma, ingenti quantità di collanti e diluenti altamente infiammabili, lavoratori che fumano, impianto rilevazioni fumi e fiamme non funzionanti, impianto antincendio non funzionante, le superfici calpestabili non sono pareggiate, (vi è stato già un caso d’infortunio di un lavoratore per quest’ultimo punto), mancanza di locale idoneo all’immagazzinamento dei prodotti altamente infiammabili esplosivi, assenza di cassette DPI (Maschera antigas, Coperta Isotermica, Guanti etc..), sistema videosorveglianza inadeguato e parzialmente funzionante.
Ricordiamo a noi stessi quali sono le misure finalizzate alla riduzione della probabilità di insorgenza degli incendi fatta secondo i criteri individuati dal D.Lgs 81/2008. Porre in essere misure di tipo tecnico, come: • realizzare impianti in conformità alla regola dell’arte; • realizzare la messa a terra di impianti, strutture e masse metalliche, al fine di evitare la formazione di cariche elettrostatiche; • realizzare impianti di protezione contro le scariche atmosferiche conformante alle regole dell’arte; • ventilare gli ambienti in presenza di vapori, gas o polveri infiammabili; • adottare dispositivi di sicurezza tali da prevenire l’incendio o l’esplosione; • mettere in atto misure di tipo organizzativo/gestionale: • rispetto dell’ordine e della pulizia; • predisposizione di un regolamento interno sui controlli delle misure di sicurezza da osservare; • informare e formare lavoratori sui rischi presenti nell’attività.
Si riscontra che presso il Capannone lavorazioni Calzoleria/Pelletteria ed Aule didattiche, viene impiegato ancora oggi una sola unità di Polizia Penitenziaria a fronte delle 4 previste come evidenziato nella relazione RLS punto 16 n° 2 che riportiamo testualmente: “Le automatizzazioni degli sbarramenti sono fuori uso e durante il sopralluogo l’addetto alla vigilanza riferiva di essere impiegato quotidianamente da solo. Ora trattandosi di luogo di lavoro con gli sbarramenti chiusi a chiave e con le uscite di sicurezza chiuse a chiave ci domandiamo… ma in caso di malore dell’addetto ed il verificarsi di una qualsiasi problematica all’interno del capannone. Chi salva Chi?? Si consiglia il ripristino immediato delle aperture automatizzate degli accessi a calzoleria, scuola, e ingresso capannone e l’incremento di almeno due unità addette alla vigilanza sui luoghi di lavoro.” Ora visto che i R.L.S. in chiusura di relazione chiedevano alla Dott.ssa Lucia DI FELICIANTONIO, la sospensione immediata di tutte le attività lavorative all’interno dei capannoni per l’altissimo rischio che i lavoratori stessi potrebbero correre in caso d’incendio, in quanto non vengono rispettate le normative previste dal D.Lgs 81/2008, e ad oggi nulla è cambiato rispetto al 25 giugno, chiediamo agli Egregi in intestazione, ognuno per la propria competenza e responsabilità, di intervenire sull’argomento qui prospettato, a salvaguardia dei lavoratori e del Personale di Polizia Penitenziario addetto a tale servizio.
Confidiamo in un sollecito riscontro stante il tempo già trascorso ricordando che ogni giorno trascorso potrebbe essere fatale!!