C.C. Pescara – Prolungamento orari di piantonamento oltre i limiti dell’ A.Q.N.

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Egregio Provveditore, Esimio Direttore,
La questione che questa segreteria vuole portare alla Vostra cortese attenzione concerne la reiterazione della programmazione dei turni di piantonamento in palese violazione con quanto previsto dall’A.Q.N.
Con nota Prot. Nr. 006/S.P. del 11 dicembre c.a., tra le doglianze era stata evidenziata la chiara trasgressione alle prescrizioni dell’A.Q.N. sulla programmazione dei turni di piantonamento, programmando turni notturni di 7 ore.

In questo caso si è andati oltre programmando turni di ben 8 ore, che immancabilmente si prolungano per effetto della svestizione dei DPI più il tempo per l’arrivo del cambio ed il viaggio di ritorno in sede.

Altra questione collegata è la seguente; i succitati piantonamenti vengono espletati a beneficio della diminuzione di aggravio del carico di lavoro per le altre FF.OO.: vengono prese in consegna persone “arrestate” che sono piantonate in luoghi esterni di cura e successivamente trasferite presso istituti individuati per effettuare il periodo di quarantena Covid.

In altre parole il personale che effettua piantonamenti in deroga ai principi sull’organizzazione del lavoro, lo sta facendo per persone arrestate – quindi non ancora immatricolate presso alcuna Direzione di istituto – che verranno successivamente trasferite in altri istituti segnalati dal PRAP per effettuare il periodo di quarantena (in genere le strutture individuate sono quelle di Viterbo o Velletri).

È innegabile che possano essere richieste, per esigenze imprevedibili e contingenti, prestazioni di lavoro straordinario per assicurare il continuo, regolare svolgimento delle attività istituzionali, ma questo non consente la protrazione oltre i limiti andando pericolosamente ad intaccare la sicurezza e l’efficienza del servizio.

Ci rendiamo sicuramente conto dei processi di cambiamento, che negli ultimi anni sono stati anche molto rilevanti nell’organizzazione del lavoro degli istituti penitenziari, comportando un processo di coinvolgimento dei lavoratori sempre maggiore, ma si deve anche capire che il lavoro dell’agente di Polizia Penitenziaria rappresenta già di per sé una forte condizione di stress per gli operatori penitenziari, in relazione ad aspetti organizzativi, quali turni, orari e carichi di lavoro.

Nel caso in esame il carico di lavoro viene percepito come eccessivo, difficile da sostenere (soprattutto in ambiente ospedaliero in cui il servizio si espleta per lo più in piedi e senza poter effettuare pause se non per i bisogni fisiologici) ed il lavoro straordinario ha la tendenza a diventare ordinario.

Chiediamo per questo alla Direzione in indirizzo ed al Sig. Provveditore di intervenire a sostegno del personale; alla prima ripristinando, per quanto possibile, il servizio di piantonamento secondo l’orario previsto dall’ l’A.Q.N. ed al il Sig. Provveditore di interloquire con le altre FF.OO. per evitare che casi simili si ripetano nel tempo.

Certi della rilevanza che vorrà accordarsi alla presente segnalazione, si resta in attesa di cortese riscontro.
Cordiali saluti.