C.R. Asti – richiesta di delucidazione visti i gravi ritardi da parte della Direzione all’ invio di personale di Polizia Penitenziaria presso C.M.O. di Milano, per inottemperanza della circolare GDAP-0336497- del 28.11.2007 a firma del D.G. P.F. Dr. Massimo De Pascalis.

Questa Segreteria Provinciale Si.N.A.P.Pe. è venuta a conoscenza a seguito di lamentele poste in essere dai propri associati e non, di una circostanza, che vede come attore protagonista un nostro iscritto, da quello che ci viene segnalato rimaniamo ancora una volta singolarmente basiti e sbalorditi di quanto narrato, il quale se ciò corrispondesse a verità, dovrebbe essere suscettibile di approfondimento dei fatti da parte del Signor Provveditore Distrettuale.
Orbene sembrerebbe che il 10.02.2021 un poliziotto è incappato durante l’espletamento del servizio in un infortunio accidentale sul lavoro, ed oltre a stigmatizzare la circostanza per cui la segreteria di polizia penitenziaria non avrebbe predisposto apposito modello C.
Tale modello C come regolato dalla vigente circolare evidenziata in oggetto, indica che in tempi celeri e cioè entro cinque giorni, il dipendente deve essere mandato alla C.M.O. competente per territorio, ma tralasciando quest’ultimo aspetto che parrebbe la costante della segreteria di Asti, poiché anche ad altri operatori sia per aggressioni subite o altri eventi critici a danno dei colleghi o per il personale che ha posto in essere la propria incolumità per la salvaguardia dei ristretti da tentativi autolesivi o di impiccagione, riportando essi stessi potenziali eventi lesivi, sono anch’essi stati penalizzati dai tempi biblici di invio alla C.M.O.
Alcuni di questi episodi, sono stati dimenticati o non giustamente trattati come avrebbero dovuto essere sviluppati, con conseguente premiazione del personale, cosa mai avvenuta.
Oggi rimaniamo totalmente costernati che seppur il poliziotto penitenziario in questione abbia superato di gran lunga i 90 giorni previsti come prognosi di malattia, per l’invio alla C.M.O., questo poliziotto sia stato sottoposto incredibilmente, solo alla fine di giugno 2021, alla sola visita del medico competente del lavoro, il quale non poteva far altro che accertare la non idoneità del dipendente, secondo le procedure previste dalla legge, con successiva richiesta anche da parte del medico competente del lavoro dell’inoltro presso la competente commissione medica C.M.O.
Per cui il malcapitato poliziotto è stato inviato alla competente C.M.O. di Milano solo dopo circa 150 giorni e nel mese di Luglio 2021, tale fatto è ritenuto dall’ O.S. Si.N.A.P.Pe. e da tutti i colleghi ivi in servizio presso la C.R. Asti, totalmente assurdo e privo di logica, in quanto ha inciso negativamente sia sull’operatore di polizia che vede un suo diritto leso che inesorabilmente subirà delle lungaggini burocratiche più persistenti nel tempo, le quali per effetto della normativa esistente, si potevano evitare se eseguita la pratica correttamente.
Si aggiunge inoltre che tale episodio ha inciso anche negativamente sul buon andamento e trasparenza della P.A. , principio di rango superiore Costituzionale. Mentre si auspica che tale normativa dovrebbe essere conosciuta e verificata sia dal Comandante Di Reparto e sia dal Direttore dell’istituto penitenziario astigiano.
Per tali motivazioni; O.S. Si.N.A.P.Pe. 3
Chiede al Signor Direttore di conoscere le ragioni di tali ritardi e di accertare eventuali responsabilità in capo agli estensori dell’istruttorie, ed al Signor Provveditore Interdistrettuale si ribadisce una non più procrastinabile ispezione amministrativa alla C.R. di Asti anche prendendo come spunto, dalle innumerevoli segnalazioni sindacali di questa Segreteria Provinciale in atti in vostro possesso.
Certo di aver offerto una valida tesi alle problematiche rappresentate, spera che tali argomentazioni e disservizi non abbiano più a ripetersi e come sempre l’O.S. Si.N.A.P.Pe. si pone a salvaguardia e tutela dei diritti di tutti i poliziotti penitenziari garantendo loro pari dignità, a prescindere dalla mansione o dall’incarico svolto presso la Casa Reclusione di Asti.