Capo DAP – Casa Circondariale di Cosenza – grave situazione organico personale Polizia penitenziaria – richiesta interventi urgenti

Egregio Presidente, Illustrissimi in indirizzo,

Con la presente questa Organizzazione Sindacale deve rappresentare la grave situazione oramai da anni e mai risolta, riguardante la grave carenza di uomini della polizia penitenziaria di stanza presso la Casa Circondariale di Cosenza. La situazione de qua è stata oggetto di svariate note (da ultimo un documento unitario) che hanno puntualmente sollecitato interventi volti a rimpinguare le scarse risorse umane.
Se fino a un po’ di tempo fa la situazione, benché critica, poteva essere gestita grazie all’impegno dei pochi volenterosi che cercavano, con non pochi sacrifici, di garantire l’ordine e la sicurezza della struttura, attualmente – per tutta una serie di situazioni delle quali non ultima in serie temporale è stata la gestione della pandemia – la situazione è via via divenuta più complessa. A certificare le difficoltà valgono i numeri che si riportano: il P.C.D. del 29.11.2017 prevede n. 169 unità (di cui n. 150 uomini e 16 donne e n. 3 del ruolo funzionari); ad oggi gli amministrati sono n. 137 che al netto del personale assente per lungo periodo e del personale distaccato in altre sedi porta a n. 97 unità la forza presente. Quella di cui si discute, dunque, è una defezione di ben oltre un terzo dell’organico necessario.
Inutile dire che da tempo il personale è costretto a lavorare su tre quadranti assicurando il mantenimento di più posti di servizio; questo nell’ordinario poiché se si verificano esigenze che impongono traduzioni o piantonamenti esterni per varie criticità (visita immediata piuttosto che piantonamenti di detenuti ricoverati in nosocomi ospedalieri) le esigenze di reperimento con contestuale rimodulazione dei servizi del personale si vengono ad aggravare ulteriormente.
In questo contesto sarà ben intuibile che non si riescono più a garantire la copertura dei presidi minimi di sicurezza dell’istituto. Dato che dovrebbe far ulteriormente preoccupare è la notevole compressione, subita dal personale, dei diritti previsti come da A.Q.N., nonchè il livello di stress psico-fisico che stanno subendo i poliziotti penitenziari i quali, stremati dai carichi di Lavoro eccessivi sofferti ormai nel tempo, rischiano situazioni di burnout.
Pur consci che la situazione degli organici in tutti gli istituti della Repubblica non sia rosea, tanto che in tutte le sedi istituzionali e politiche il Si.N.A.P.Pe ha chiesto e chiede una revisione globale della dotazione organica evidentemente inadeguata del Corpo di Polizia Penitenziaria, non ci si può esimere dall’attenzionare la questione cosentina per la ragioni innanzi argomentate, perorando la causa di una assunzione di ogni utile iniziativa volta a bilanciare almeno in parte la grave situazione rappresentata tramite l’assegnazione di un congruo numero di unità di personale.