DAP – Normativa GREEN PASS – ENNESIMA RICHIESTA DISPOSIZONI URGENTI

 

                  Esimi in indirizzo,

 

Questa Sigla ha l’obbligo di sollecitare le SS.LL. sul tema in oggetto, in quanto non più procrastinabile.

Nonostante a partire da fine agosto questa O.S. abbia rappresentato varie problematiche che si stanno riscontrando in merito, prima sulle vaccinazioni, poi sull’applicazione del sistema del Green pass, purtroppo, ad oggi non ci è stata data risposta alcuna.

Ricordiamo le nostre amare riflessioni in merito alle disposizioni dettate dal DAP con nota m_dg.GDAP.14.08.2021.0303444.U in recepimento alle previsioni del D.L- 105/2021, sull’accesso alla mensa di servizio previa esibizione del green pass.

Si è, infatti, disposto che “la consumazione dei pasti all’interno dei locali destinati alle mense obbligatorie di servizio potrà essere consentita SOLO a coloro che sono in possesso delle certificazioni verdi COVID 19”, residuando la modalità di asporto per il restante personale. Avevamo chiesto un tavolo di confronto. Ricordiamo che attualmente i colleghi ancora privi di vaccinazione risultano pari ad un terzo degli appartenenti al Corpo e, se fino a ieri questi stessi colleghi – per i quali sono stati individuati locali o strutture di fortuna per la consumazione dei pasti anche all’aperto – hanno potuto consumare il pasto fuori con la complicità della bella stagione, con l’avvento del periodo autunnale/invernale rende impossibile tale alternativa. Questo sempre fatta salva l’attuazione, a partire dal 15 ottobre e fino al 31 dicembre 21, dell’obbligo per tutti i dipendenti pubblici e privati di possedere ed esibire, a richiesta, la certificazione verde, nei luoghi di lavoro, che però non risolverà la questione per il personale dotato di certificazione di esenzione dall’obbligo vaccinale.

 Le ulteriori problematiche che avevamo evidenziato riguardavano proprio l’attuazione della normativa prevista dal Decreto Legge n. 127/2021;

1) per chi continuerà a non aderire alla campagna vaccinale, l’Amministrazione prevederà qualche soluzione per poter far fare gratuitamente i tamponi che consentiranno ai dipendenti di accedere ai luoghi di lavoro? Noi avevamo proposto di utilizzare il personale medico/sanitario negli istituti per poterli fare ai dipendenti oppure la stipula di convenzioni con le ASL competenti per territorio, come fatto per altri servizi, senza esborso economico. A questo proposito vogliamo solo ricordare come tutto il personale, fin dalla dichiarazione dello stato di pandemia (marzo 2020), abbia continuato senza sosta, con spirito di sacrificio e dedizione ad operare per il bene della collettività e della popolazione detenuta, e come, fino ad oggi, colleghi vaccinati e non continuino a lavorare fianco a fianco nonostante sia loro proibito di farlo a mensa.

2) che sorte avranno, in termini di progressione in carriera, i dipendenti che verranno ritenuti assenti ingiustificati poiché privi di Green pass? ci chiediamo con non poca preoccupazione sotto quale ipotesi normata ricadrà questo tipo di assenza che attesa la chiara indicazione legislativa dell’assenza di conseguenze disciplinari.

3) con quali modalità, mezzi e personale dovranno essere effettuati i controlli di tale certificazione, ritenuto che al momento (siamo al 6 ottobre!) non sono state date linee di indirizzo in merito? Avevamo richiesto con urgenza di dare direttive sia per le sedi intra moenia che per quelle extra moenia.

4) la normativa sul green pass diverrà obbligatoria per i dipendenti pubblici e privati che accederanno nei luoghi di lavoro…ma i detenuti o più in generale l’utenza? Ci siamo sentiti di osteggiare apertamente la recente circolare della Direzione Generale dei Detenuti e Trattamento sul possesso del green pass per i detenuti frequentanti i corsi scolastici ed universitari, ritenendo che anche in capo alla popolazione ristretta incomba un dovere civico collettivo al quale tutti noi siamo chiamati a rispondere. A questo proposito ci chiediamo se verranno emanate circolari anche per quello che riguarda i detenuti lavoranti, la partecipazione a funzioni religiose o ad attività ricreative. Se il lavoro, come le attività scolastiche e ricreative intramurarie devono, per quanto possibile, rispecchiare le regole di quelle svolte all’esterno, solo per analogia, dovrebbe trovare applicazione la normativa nazionale generale; ma anche qui purtroppo non è così! Solo per fare un esempio, ci è giunta notizia che in un UEPE del sud (Foggia) all’utenza che vi accede per fruirne dei servizi (ad es. colloqui con assistenti sociali ed altre figure professionali) non venga richiesto il possesso del green pass! Ma se come noi riteniamo, le SS.LL. avranno modo di fare ulteriori controlli in merito alla situazione evidenziata, certo non mancheranno situazioni analoghe.

Crediamo che i punti evidenziati meritino delle risposte certe e celeri, visto l’imminente approssimarsi dell’entrata in vigore della normativa in commento, pertanto si rimane in attesa di urgente riscontro.

Si porgono distinti saluti.