Capo DAP – PCD del 19 marzo 2021 – istituzione del nastrino di merito per il Personale del corpo impegnato nell’emergenza Covid

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Esimio Presidente, Non possiamo che salutare con favore il varo del PCD di cui all’oggetto, segno tangibile del riconoscimento da parte dello Stato del sacrificio svolto con incosciente coraggio nell’adempimento del dovere da parte del personale del Corpo di Polizia Penitenziaria.

Un attestato di stima e riconoscimento che, appuntato sulle uniformi, consegnerà alla futura memoria il vissuto di una pagina emergenziale di assoluta unicità. Ci facciamo portavoce del Personale tutto che ha letto e legge nella iniziativa, nient’affatto scontata, quella “carezza” e quel segnale di vicinanza da parte di un’Amministrazione che si fa “persona”.

In ragione di queste premesse è agevole comprendere l’anelito alla predetta attribuzione da parte di tutti coloro che hanno effettivamente offerto il proprio contribuito al buon andamento dell’Amministrazione Penitenziaria, a 360°, in questo periodo così particolare e complesso.

Non si può nascondere, infatti, come corale sia la richiesta affinché le maglie dell’articolo 2 del PCD in commento si possano allargare fino a ricomprendere chiunque abbia lavorato nelle note precarie condizioni di sicurezza negli Istituti e Servizi dell’Amministrazione tanto per Adulti, tanto per Minori.

Non solo, dunque, “tutti gli appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria che siano stati impiegati effettivamente e che abbiano svolto attività di vigilanza, osservazione e gestione dei detenuti affetti da Sars Covid-19” come recita l’articolo 2, ma chiunque sia stato esposto agli effetti negativi del virus (si pensi su tutti alla gestione delle rivolte dalla scorsa primavera).

Per altro, lo stato pandemico non conosce distinzioni di ruoli e funzioni, presentandosi con gli stessi livelli di pericolosità a prescindere che il positivo sia un detenuto o un altro qualsiasi soggetto con cui il poliziotto penitenziario ha avuto contatti in ragione del proprio servizio; pensiamo ai tanti operatori sanitari impiegati nei penitenziari e poi rivelatisi positivi, o i familiari degli stessi detenuti ammessi a colloquio.

L’elencazione qui fatta si pone solo come esplicativa, senza la pretesa di un carattere di
esaustività e si offre a codesto Presidente per le riflessioni che si riterranno opportune in termini di allargamento delle previsioni di cui al PCD in commento.

Certi della rilevanza che vorrà accordarsi alla presente segnalazione, in attesa di un cortese cenno di riscontro, si porgono distinti saluti