CASA CIRCONDARIALE DI AGRIGENTO – Evento critico del 19 giugno – Detenuti in rivolta e personale intossicato – Richiesta intervento urgente

Egr. Autorità,

pare non essere destinato a trovare un argine la condotta della popolazione detenuta nei penitenziari italiani tanto che, attraverso quella che è diventata una triste replica di se stessa, devastare sezioni e incendiare materassi pare essere diventato uno sport nazionale. Ieri sera è stata la volta della Casa Circondariale di Agrigento, per ben quattro ore (dalle ore 20 alle ore 24 circa) messa a soqquadro da un nutrito gruppo di detenuti, tanto da rendersi necessario il richiamo in servizio di molti poliziotti penitenziari. Giunti sul posto anche il Direttore della struttura e il Comandante di Reparto che, in un efficace gioco di squadra con gli uomini del Reparto, sono riusciti a far rientrare la protesta. Pare che la causa scatenante sia da ricondursi alla mancata erogazione dell’acqua corrente; disservizio che non può farsi ricadere di certo sulle scelte gestionali del penitenziario. Il rischio concreto è che dietro a siffatte sceniche azioni vi sia un approccio emulativo di quanto accaduto nel fine settimana a Napoli Poggioreale, con un escalation di disordini via via crescente. Basta poco o nulla per far scoppiare la scintilla, banalità da usare come pretesto, probabilmente a fronte delle percepite fragilità di un sistema che fatica a funzionare.
Non è un caso che ad Agrigento gli eventi più eclatanti si registrano nei turni serali e notturni, nei quali il personale di polizia penitenziaria è ridotto al lumicino.
La carenza organica, da sempre denunciata da questa O.S. (che, val bene specificare, nell’ultimo incontro sindacale ha dichiarato lo stato di agitazione proprio perché è impensabile, nonostante gli sforzi profusi dalla dirigenza locale, gestire un penitenziario con un numero gravemente insufficiente di unità tanto da non riuscire ad assicurare un piano ferie degno di tale definizione), pare invece non costituire una priorità per i Vertici dell’Amministrazione; basti pensare che alle richieste formulate dalla Direzione al Provveditore di poter far ricorso all’impiego del personale del NP (limitatamente ad un arco temporale in cui il carico di lavoro per quel reparto è fortemente in calo, grazie anche alle videoconferenze gestite dal personale dell’interno) si è registrata una ferma opposizione del vertice regionale.
La questione di Agrigento va affrontata con coraggio e consapevolezza, oltre che con ogni urgenza, per evitare quello che pare essere destinato a divenire il “Poggioreale bis”. Servono azioni concrete, servono uomini e mezzi, serve vicinanza, corresponsabilità, collaborazione e in generale occorre una politica diversa, una filosofia rinnovata capace di contenere il dilagare di un fenomeno tanto bieco quanto inammissibile quale quello delle piccole o grandi devastazioni.
Anche ad Agrigento, come a Poggioreale e Benevento (per citare gli episodi degli ultimi tre giorni) ci sono poliziotti penitenziari intossicati dall’esalazione dei fumi sprigionati dai materassi incendiati e, lo ribadiamo, non è sufficiente disporre il trasferimento dei facinorosi o l’addebito delle spese. È necessaria un’azione di respiro diverso che quest’Amministrazione non può differire.
Per quanto sopra, nel complimentarsi con il personale agrigentino per le doti dimostrate nella gestione dell’evento critico e nel rappresentare ogni vicinanza alle unità per le quali si è reso necessario l’intervento sanitario, si rivolge l’ennesimo grido d’allarme ai Vertici dell’Amministrazione Penitenziaria invitando gli stessi a chiarire le iniziative che saranno poste in campo nel breve periodo.