Casa Circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto – Chiusura dell’Articolazione per la Tutela della Salute Mentale

Gentile Provveditore,

la scrivente organizzazione sindacale ritiene necessaria una riflessione sulla gestione dell’Articolazione per la Tutela della Salute Mentale dell’8° reparto della Casa Circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto, per la scarsa attenzione che è stata posta e la gestione promiscua della sanità pubblica con l’amministrazione penitenziaria, più volte segnalato da questa O.S..

La trasformazione da O.P.G. a Casa Circondariale non ha modificato sostanzialmente lo status, proprio nella realtà barcellonese dove il reparto “psichiatrico”(seppur modificato il nome) è rimasto tale e quale, con le sue criticità e la peculiarità di reparto “Ospedaliero” inefficiente ed inefficace come struttura sanitaria.

Diversi sono gli eventi critici che quotidianamente necessitano dell’intervento della Polizia Penitenziaria, tantissimi sono i provvedimenti sanitari di sorveglianza a vista e altrettanto tante le aggressioni.

Il reparto in discussione è proprio l’8°, dove sono allocati i detenuti con problemi psichici sotto diretto controllo della Sanità Pubblica che, in assenza di precisi protocolli di gestione e assenza di azione sanitaria concreta, impegna quotidianamente il personale di Polizia Penitenziaria a sopperire alle carenze d’intervento e di gestione.

Non abbiamo la competenza sanitaria ma siamo convinti che l’azione gestionale e organizzativa è il nostro forte e, possiamo affermare senza ombra di dubbio, che in atto vi è il tentativo di scaricare la gestione difficile dei malati psichici proprio sulla Polizia Penitenziaria con provvedimenti di sorveglianza a vista di natura “Sanitaria”.

E’ assolutamente inaccettabile che gli interventi sanitari possono essere sostituiti o delegati alla Polizia Penitenziaria, che non ne ha le competenze. Non riusciamo a comprendere, atteso che il legislatore ha voluto sopprimere gli O.P.G. per la sua natura carceraria, com’è possibile che i Sanitari di branca specifica possano scaricare le competenze e la sorveglianza del soggetto psichiatrico, ancora una volta, alla Polizia Penitenziaria.

Gentile Provveditore, la cosa non c’è chiara e non riusciamo a comprendere se tali comportamenti servono ad eludere la normativa vigente o a scaricare responsabilità ad altri.

Vorremmo comprendere se nei reparti psichiatrici degli ospedali civili, i sanitari chiedono l’intervento dei Poliziotti per il trattamento dei degenti che necessitano attenzioni particolari.

Atteso che tutte le sorveglianza a vista dei ristretti all’8° reparto, disposti dai Sanitari, che li esegue la Polizia Penitenziaria in reparti non idonei e con il passaggio di altri detenuti; chiediamo di sapere se tutti i ristretti manifestano volontà lesive e necessitano di sorveglianza a vista, in che modo e con quale personale potrà essere assicurata la loro incolumità?

Il D.P.C.M. del 1º aprile 2008 ha sancito il trasferimento al Servizio sanitario nazionale delle funzioni sanitarie, delle risorse finanziarie, dei rapporti di lavoro, delle attrezzature, arredi e beni strumentali relativi alla sanità penitenziaria, compresi quindi gli ospedali psichiatrici giudiziari. Dopo la chiusura delle strutture nel 2015, ai sensi del decreto legge n. 211/2011, convertito in legge  n. 9/2012, sono state sostituite dalle residenze per l’esecuzione delle misure di  sicurezza (R.E.M.S.) idonea ad assicurare adeguate cure dell’infermo di mente e a far fronte alla sua pericolosità sociale, mantenendo presso la Casa Circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto l’Articolazione per la Tutela della Salute Mentale.

Riteniamo necessario, oltre che urgente, dare immediata priorità alle questioni afferenti la gestione congiunta tra Amministrazione penitenziaria e Sanità Pubblica sia sul piano della sicurezza che dell’organizzazione del lavoro, attraverso un serio potenziamento degli organici e un’azione strutturale puntuale e urgente.

Per quanto sopra, vista l’assenza di coerenti e risolutive azioni sanitarie verso i ristretti dell’8° reparto, l’assenza di una corretta azione sanitaria, l’inefficacia delle funzioni previste dal legislatore per le sezione dei malati psichici ristretti in Istituti penitenziari con l’Articolazione per la Tutela della Salute Mentale e il continuo delegare l’azione di sorveglianza a vista alla Polizia Penitenziaria, la scrivente organizzazione sindacale ha tutte le sue buone ragioni per chiedere l’immediata chiusura dell’Articolazione per la Tutela della Salute Mentale della Casa Circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto e la conversione in reparto ordinario, per assenza di strutture e organici.