Casa Circondariale di Benevento -Anomalie gestionali ed illegittima mobilità interna

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Egregi,
pervengono alla scrivente O.S. diffuse lagnanze in ordine a presunte anomalie gestionali operate presso la Casa Circondariale di Benevento.
Nello specifico ci viene riferito di un frequente ricorso alla mobilità interna provvisoria, ex art 7 A.Q.R., da parte della citata Direzione.

Negli ultimi mesi infatti, alcune unità di polizia penitenziaria, sarebbero state assegnate a posti di servizio soggetti ad interpello (quali sopravvitto, casellario, M.O.F., colloqui ed infermeria), aggirando le procedure previste dal P.I.L., attraverso un utilizzo ultroneo e ingiustificato della mobilità interna provvisoria.

Risulterebbe inoltre che tra le predette unità, vi sarebbero diversi rappresentanti di una stessa sigla sindacale, dando adito a credere che questo sistema gestionale avvantaggerebbe soprattutto i predetti soggetti.
È superfluo sottolineare che per accedere a determinati posti di servizio non basta essere “bravi ragazzi”, ma occorre partecipare ad un pubblico interpello e possedere i requisiti previsti dagli accordi sindacali vigenti.

Non è bastato l’invio di una recente informativa alle OO.SS. con cui si fornivano ambigue ed incomprensibili motivazioni in ordine a quanto lamentato, per placare le lamentele dei poliziotti sanniti.

Orbene, si comprenderanno le lamentele del personale ivi in servizio che, legittimamente, aspira a ricoprire tali posti di servizio attraverso una procedura di interpello trasparente, equa ed imparziale che non lasci adito a dubbi o sospetti di sorta.
D’altronde, tale estensiva e alquanto ambigua interpretazione degli accordi pattizi da parte della Direzione stride non poco con la pedissequa ed inesorabile applicazione restrittiva delle norme in tema di procedimenti disciplinari.

A tal riguardo infatti ci viene riferito di un sempre più frequente ricorso allo strumento disciplinare nei confronti dei poliziotti penitenziari in servizio presso la predetta struttura, con una insolita escalation di contestazioni di infrazioni.
Non è intenzione di questa O.S. stigmatizzare l’operato dell’A.D. sull’argomento appena citato, laddove si confida nel buon senso e nella professionalità degli organi deputati a decidere, ma sicuramente non si può sottacere la necessità di un approfondimento in ordine a quanto sopra rappresentato.

Ci viene altresì riferito di un diffuso malcontento in ordine alla gestione dei servizi da parte del competente ufficio, laddove si ravviserebbe una non equa e trasparente distribuzione dei servizi ed un frequente ricorso ad anomale variazioni.

Inoltre alcune unità di personale, con il pretesto della richiesta di turni di servizio agevolati per motivi familiari, verrebbero distolte dai servizi operativi e detentivi ed impiegate esclusivamente in posti di servizio meno gravosi.

A ciò si aggiunga che, a differenza di altre cariche fisse, il personale dell’ufficio servizi, durante questo periodo emergenziale, non avrebbe garantito alcun festivo nei servizi operativi.

Premesso quanto sopra si invita pertanto la Direzione in indirizzo a revocare i predetti provvedimenti di mobilità provvisoria ed attuare le regolari procedure di interpello previste dal P.I.L.

Nel contempo si chiede a codesto Provveditore un autorevole intervento finalizzato a verificare ed eventualmente debellare le anomalie sopra evidenziate, sintomo di un “sistema” gestionale che esonda dall’alveo degli accordi sindacali.
In attesa di riscontro si porgono distinti saluti.