Casa Circondariale di Benevento – Servizio Spaccio Agenti – richiesto urgente intervento

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Egregio Direttore,
risulta doveroso evidenziare le condizioni di lavoro degli addetti alla sala Spaccio di codesto Istituto, non conformi a quelle previste dall’interpello ad hoc a cui gli stessi hanno aderito.

Le predette unità si ritrovano ad operare con enorme disagio, in quanto impegnate a svolgere compiti, seppure istituzionali, diversi da quelli demandati allo spaccio, compromettendo il buon andamento di questo e creando disagio anche agli eventuali fruitori.

Ora, va considerato che solo pochi mesi or sono, era stata riscontrata una situazione poco piacevole relativa alla gestione dello spaccio, con risvolti sulla situazione economica facenti capo al precedente gestore, in quanto impiegato anche con funzioni di UPG presso le sale videoconferenze e quale responsabile degli alloggi (compiti che chiaramente l’avevano distolto dalla mansione principale, causando una gestione approssimativa ed inadeguata dello Spaccio). Non solo, anche le unità addette al bar, venivano impiegate nella turnazione del reparto giudiziario, fiaccando il servizio dello spaccio e lasciando tutta la responsabilità al gestore, oberato tanto da dover essere poi sostituito.

In considerazione di tale modus operandi, cagione di tanto disagio, si sarebbe dovuto prendere monito per migliorare la condizione di lavoro concentrando il servizio del personale addetto esclusivamente al compito demandato, cosa che invece pare non essere. Addirittura si riscontra sovente l’inutile ultroneo impiego degli addetti allo spaccio presso le sezioni detentive nei turni pomeridiani, stante un surplus di personale impiegato come supporto al piano terra.

Così, negli ultimi mesi (e ciò non va imputato solamente all’emergenza sanitaria vissuta), l’apertura pomeridiana della sala bar è negata al personale di servizio h 24 che, al fine di trovare un blando ristoro o un break ricreativo, deve recarsi ai distributori automatici (spesso vuoti perché depredati nei turni precedenti), con cospicua perdita economica anche per l’EAP che legge per conoscenza e a cui il bar/spaccio dipende.

A quanto pare quindi, a nulla sono valse le raccomandazioni rilasciate a suo tempo alla scrivente O.S. da codesta Direzione, relativamente all’onere assunto di intervenire tempestivamente per la risoluzione della questione, tanto della chiusura pomeridiana e festiva che dell’impiego in altri posti di servizio del personale assegnato regolarmente allo spaccio (che invece continua ad essere comandato diversamente); situazione questa che alimenta un disagio di servizio e di pecunia.

Il tutto al fine di sollecitare un debito intervento.
Distinti saluti.