Casa Circondariale di Benevento: una bolgia infernale!

Ancora disordini presso la Casa Circondariale di Benevento ove si è consumata, verso le ore 16.00 di ieri 4 dicembre, l’ennesima aggressione ai danni del personale di Polizia Penitenziaria: 10 giorni di prognosi è il bollettino di questa volta!
L’aggressore è un detenuto AS3 con evidenti problemi psichici ma non assoggettato al regime del ricovero nella sezione dedicata.
All’atto della terza riapertura quotidiana delle stanze, uno dei reclusi chiedeva chiarimenti in merito allo stato dell’accredito di un asserito vaglia ricevuto; risposta che non poteva darsi nell’immediato per assenza dell’operatore preposto al servizio. Tanto è bastato per far scaturire nel recluso una furia incontrollata, trasformatasi in fisica aggressione con calci e pugni al malcapitato poliziotto in servizio. Solo grazie all’intervento di altro personale si è potuto scongiurare il peggio.
A seguito della questione, che fa il paio con il sequestro di persona avvenuto pochi giorni fa, i sindacati di polizia penitenziaria alzano la voce e denunciano la grave carenza di personale che attanaglia il penitenziario sannita e che genera insostenibili condizioni di lavoro che rendono evidentemente pericoloso anche il servizio ordinario.
La presenza sul piano di due colleghi per due sezioni che ospitano 40/50 detenuti è garantita solo nel turno mattinale – proseguono i sindacalisti – mentre non è rara l’ipotesi di non trovare la seconda unità già dal turno pomeridiano. Si pensi che nel recente passato sul piano erano presenti 3 unità per turno. La situazione precipita nel turno notturno ove per 4 piani sono presenti 5 o 6 unità.
Da più parti e in più occasioni – affermano – abbiamo rivendicato maggiore sicurezza ricorrendo ad una previsione di inspessimento delle presenze sui piani, senza poter vantare grandi risultati. C’è necessità di una rimodulazione dell’organizzazione del lavoro che garantista una migliore distribuzione del disagio! C’è necessità di un sistema di snellimento per fornire risposte alle istanze dell’utenza sì da decomprimere le agitazioni e minimizzare le cause di malessere.
La piaga della massiccia presenza di detenuti con problemi psichiatrici/comportamentali, poi, aumenta in modo esponenziale il rischio di eventi critici. Ne sono prova tutti quelli che si sono verificati nel carcere sannita già solo osservando nel breve periodo.
Il carcere di Benevento ospita circa 435 detenuti divisi in vari circuiti (A.S. – Media Sicurezza- Protetti- Collaboratori- Femminile e Psichiatrici) ma scarseggiano sia il personale di polizia penitenziaria, sia operatori sanitari e sociali, sia gli operatori giuridico-pedagogici. 
Anche dal punto di vista strutturale si registrano importanti limiti dovuti proprio al sovraffollamento e dunque all’indisponibilità di camere di pernottamento per garantire ad esempio l’isolamento.
In tutto questo non si apprezza da parte della Direzione un’incisività gestionale capace di invertire il trend in atto; al contrario, invece di ambire ad uno snellimento delle procedure, si assiste ad un processo di burocratizzazione del carcere. A dare la misura di quanto si va affermando si pensi che sono circa 171 gli ordini di servizio a firma dell’attuale autorità dirigente.
Benevento ha bisogno di un sensibile cambio di filosofia, ha bisogno di risorse e ha bisogno di una linea di vertice più vicina al personale. Il rischio che la situazione peggiori oltremodo, continuando così, è tristemente tangibile.